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Eurostat: la sensazione di poca sicurezza online frena i servizi digitali

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Un cittadino UE su quattro ha sperimentato problemi di sicurezza online e molto spesso questo ha significato l’abbandono di e-shopping, home banking e reti Wi-Fi pubbliche

Il 25 percento dei cittadini UE utenti di Internet nel 2015 ha sperimentato direttamente problemi di sicurezza online come malware, abuso di informazioni personali e persino perdite economiche collegate a servizi online. Sono i dati di Eurostat, che ha esaminato la vita digitale della UE e ha messo a confronto il tasso di sicurezza (o insicurezza) nelle varie nazioni. Un elemento importante è che i problemi sperimentati online non hanno solo fatto statistica: hanno poi spinto una quota importante di chi li ha avuti a non compiere più determinate operazioni digitalmente.

Nel complesso la media UE di “incidentalità” è del 25 percento, ma ovviamente la quota di utenti che hanno avuto problemi online varia grandemente da nazione a nazione. C’è più sicurezza online in Irlanda, Slovacchia, Olanda e Repubblica Ceca, tutti Paesi che hanno un tasso di incidenti inferiori al 15 percento: rispettivamente 14, 13, 11 e 10 percento. Le nazioni più colpite sono invece Malta, Portogallo, Ungheria e Croazia con una quota di incidenti online rispettivamente del 34, 36, 39 e 42 percento. L’Italia ha un indice del 28 percento.

La percentuale di utenti che hanno sperimentato problemi di sicurezza online nella UE
La percentuale di utenti che hanno sperimentato problemi di sicurezza online nella UE

Prevedibilmente, il problema principale sperimentato dagli utenti UE è stato l’essere colpiti da un malware. La frequenza di questo tipo di incidenti è allineata con quella degli incidenti complessivi, ma non del tutto. La media UE delle infezioni è del 21 percento, le nazioni più colpite nel 2015 sono state Croazia (41 percento), Ungheria (36) e Portogallo (3). Quelle più “immuni” sono state Olanda (6 percento di infezioni), Repubblica Ceca (8) e Slovacchia (9).

In generale la quota delle infezioni è calata in tutte le nazioni, se confrontata ai valori del 2010. In media per tutta la UE è scesa dal 31 al 21 percento. Per l’Italia è passata dal 45 al 24 percento.

La conseguenza principale di aver subito un problema di sicurezza online è la diffidenza che si genera verso i servizi digitali in generale. In media il 19 percento degli utenti UE non ha eseguito acquisti online proprio per paura di violazioni alla sua sicurezza, il 18 percento non ha usato servizi di banking online e il 13 percento non ha usato in generale Internet su reti Wi-Fi che non fossero la propria rete di casa.

Esaminando le percentuali delle varie nazioni si nota che i più restii a fare acquisti online sono stati romeni (35 percento) e svedesi (34), a non voler usare più il banking online sono stati soprattutto tedeschi (27 percento) e portoghesi (26), a evitare il web in Wi-Fi spiccano olandesi (22 percento) e lettoni (21). Ma anche gli italiani si segnalano per diffidenza: il 25 percento non ha fatto e-shopping, il 24 ha lasciato perdere l’e-banking e il 19 percento ha usato solo la sua rete Wi-Fi. La sensazione di poca sicurezza, insomma, blocca una bella fetta di servizi digitali.

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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