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Microsoft: dopo Skylake ci sarà solo Windows 10

Dell XPS 12 2-in-1
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Le aziende che vogliono usare Windows 7 e 8.1 su nuovi PC Skylake lo potranno fare con pieno supporto solo su alcuni sistemi ben identificati. Dalle CPU Kaby Lake in poi si potrà usare solo Windows 10.

L’innovazione nel mondo del personal computing è favorita, e anche in buona parte costituita, dall’integrazione fra l’hardware e il software. È un concetto che in casa Microsoft si è espresso attraverso l’integrazione di Windows 10 con le caratteristiche hardware delle piattaforme che lo eseguono, in particolare – ma non solo – i processori Intel Core della sesta generazione Skylake. Microsoft è fortemente convinta della bontà di questo approccio e ha deciso di non correre rischi ora che Windows 10 inizia a diffondersi nelle imprese: dato che presentare prodotti innovativi e con prestazioni evidentemente migliori delle generazioni precedenti di PC è essenziale per smuovere il mercato, Windows 7 e 8.1 saranno supportati solo per le piattaforme hardware con meno performance (pre-Skylake) e per un insieme ben definito di PC con Skylake. Per i processori post-Skylake ci sarà solo Windows 10.

Latitude 12 7000 2-in-1
Il Dell Latitude 12 7000 2-in-1, presentato al CES e dotato di Windows 10

L’annuncio dà drasticamente a Windows 10 il ruolo di piattaforma su cui puntare anche nelle imprese ed è stato dato direttamente da Terry Myerson, Executive Vice President Windows and Devices Group di Microsoft. Arriva dopo il CES 2016, in cui molti partner Microsoft hanno presentato PC destinati al mondo delle aziende, e poco prima del lancio ufficiale dei modelli vPro dei processori Core Skylake. I sistemi con l’indicazione vPro affiancano ai processori che abbiamo già visto sul mercato una serie di funzioni che interessano più che altro il mondo aziendale, in particolare per quanto riguarda la gestione da remoto dei PC e la sicurezza dei dati.

Secondo Myerson il 76 percento dei clienti enterprise ha già iniziato a realizzare installazioni Windows 10 e il nuovo sistema operativo ha quindi una buona base di partenza su cui crescere nelle aziende. Ma si presentano ora due necessità contrastanti: da un lato molte imprese hanno bisogno di continuare a usare anche le versioni precedenti del sistema operativo, dall’altro eseguire Windows 7 sui moderni processori Skylake richiede un lavoro di adattamento che non è più consigliabile.

Windows 7 – ha spiegato Myerson – è stato progettato quasi dieci anni fa, prima che esistesse qualsiasi SoC x86/x64. Per eseguire Windows 7 su qualsiasi processore moderno, i device driver e il firmware devono emulare quello che Windows 7 si aspetta in quanto a elaborazione degli interrupt, supporto del bus e stati di alimentazione. Questo è problematico per il Wi-Fi, la grafica, la sicurezza e altri aspetti”.

ThinkPad_X1_Yoga
Il ThinkPad X1 Yoga di Lenovo è un altro recente device con Windows 10

Così Microsoft ha deciso di adottare un approccio netto e ha “diviso” il mondo PC passato, presente e futuro in tre fasce a seconda del processore adottato: il passato pre-Skylake, il presente Skylake e il futuro (abbastanza a breve termine) post-Skylake. Per i sistemi con CPU pre-Skylake non ci sono novità significative rispetto a quanto già si sapeva: Windows 7 sarà supportato fino al 14 gennaio 2020 “per quanto riguarda sicurezza, affidabilità e compatibilità” e Windows 8.1 lo sarà sino al 10 gennaio 2023.

Per i computer con Skylake, Microsoft definirà un elenco di sistemi pienamente supportati per l’utilizzo di Windows 7 e Windows 8.1. Si tratta nella visione della casa di Redmond di sistemi nuovi che le aziende possono acquistare sfruttandone tutti i vantaggi tecnologici ma anche con l’idea di prepararne la migrazione a Windows 10. Per questi sistemi si eseguiranno test specifici in modo da essere sicuri che i prossimi aggiornamenti di Windows 7/8.1 non introdurranno problemi di compatibilità e che tutti i driver per le specifiche componenti hardware saranno adeguati.

Satya Nadella, ceo di Microsoft
Satya Nadella, CEO di Microsoft

Il pieno supporto mirato per questi PC con i “vecchi” Windows ci sarà sino al 17 luglio 2017 e in tale lasso di tempo le aziende dovrebbero aggiornarli a Windows 10. Oltre quella data, spiega Myerson, ci saranno aggiornamenti mirati solo per i security update più critici e questi comunque saranno rilasciati solo se non impatteranno negativamente sulla affidabilità o compatibilità di Windows 7/8.1 su altri dispositivi.

Guardando più avanti, secondo Microsoft per sfruttare le potenzialità delle nuove generazioni di processori servirà la versione di Windows più aggiornata in quel momento. Versioni diverse non garantirebbero la stessa possibilità di integrazione tra software e hardware. Per questo Windows 10 sarà l’unica piattaforma supportata, ad esempio, sui prossimi processori Intel di generazione Kaby Lake, sui sistemi Qualcomm 8996 e sulla piattaforma Bristol Ridge di AMD.

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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