Virtualizzazione, il lato oscuro di Windows Server 2008

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La virtualizzazione è mainstream: grandi aspettative, tanti motivi di adozione, ma proprio Windows Server 2008 non ha ancora trovato la sua strada

Se il tema del momento per data center e piccole server farm è la virtualizzazione , nella sua forma del consolidamento delle applicazioni su pochi server , la parola tecnologica del momento è senz’altro hypervisor. Un‘indicazione viene dall’attualità di questi giorni . Dopo una fase estenuante di test e di anticipazioni che hanno coinvolto il mondo intero, finalmente Microsoft fa il suo annuncio più importante con una campagna nella quale indica “ l’integrabilità e la virtualizzazione come il tema di Windows Server 2008 … e la virtualizzazione come opportunità gigantesca di risparmio”.
Ma poi che succede? Cosa fa notizia? L’obiettivo di un milione di persona che saranno contattate? I 10 mila download effettuati in Italia della versione beta di Windows Server ? No , la notizia che arriva puntuale come una sbornia dopo il giorno di festa sembra essere la conferma che la versione definitiva dell’hypervisor di Microsoft ( Hyper-V) arriverà antro i prossimi sei mesi . All’evento degli “eroi” del nuovo software, che ha avuto cinque anni di gestazione, compare solo un altro aggiornamento di Hyper –V e si annuncia che alcune caratteristiche già pianificate non saranno presenti. Manca dunque ancora alle aziende, e agli analisti, la terza via della virtualizzazione dei server tra Vmware e Xen .
In Italia si propongono alcuni casi pilota, ma, a quanto sembra , le aziende che spesso hanno avuto nelle loro mani l’hypervisor sembrano intenzionate ad attendere e di passare alla nuova piattaforma solo quando avranno la versione definitiva del software di gestione delle macchine virtuali. Ma, come ricordano in Microsoft, ci sono grandissimi utenti per cui è il momento delle scelte: dopo la gestione dei server, Telecom Italia sta valutando di partire anche con la loro virtualizzazione su soluzioni Windows Server. E come per Telecom, anche per altre aziende alle prese con problemi di gestione, consolidamento, risparmio energetico e innovazione di business è il momento delle scelte.

Sta forse in questo dibattito il nucleo centrale dell’interesse di un convegno organizzato qualche giorno prima dell’annuncio di Windows Server sul tema della virtualizzazione. Tra le società di analisi del mercato , Idc sembra la più ottimista sulla rapida adozione delle tecniche di virtualizzazione all’interno delle imprese fino ad affermare, a partire dai dati tratti da una ricerca a campione, che anche se solo il 7% dei server installati sono in media virtualizzati , gli amministratori IT interpellati si attendono che oltre il 50% dei nuovi server acquistati saranno virtualizzati. I dati Idc per l’Italia sono stati citati anche dai vertici di Microsoft Italia nel corso della presentazione del nuovo Windows Server .
L’Italia nel quinquennio 2006-2011 parte da 12 mila server virtualizzati e 176 mila server fisici per arrivare a 106 mila server virtualizzati e 271 mila server fisici nel 2011. Fatto un rapido calcolo, ecco le crescite percentuali all’anno: il tasso composto di crescita dei server virtualizzati è del 55% , quello dei server fisici è del 9%. Per i server consegnati il rapporto tra ‘ferro vero‘ e ‘ferro virtuale’ nel 2006 era del 7%, ma nel 2011 il rapporto sarà in Italia vicino al 40%. Già si parla di Virtualizzazione 2.0.
Ma – sempre Idc ce lo spiega – la penetrazione della virtualizzazione resta maggiore sulle varie piattaforme di Linux dove raggiunge il 20%.
D’altra parte Windows ha dalla sua un alto volume di installato sui server e una alleanza tecnologico-commerciale ancora tutta da sviluppare con Novell. Ma, intanto, perché non c’è ancora Hyper-V?

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