Sun riordina il suo catalogo di prodotti di archiviazione

Data storageEnterpriseWorkspace
0 0 Non ci sono commenti

E poi continua con lo storage sulla strada dell’open source aperta con Open Solaris

Una serie di annunci nell’area dello storage per l’archiviazione di lungo periodo arriva da Sun Microsystems . La sfida sul mercato italiano è con Ibm ed Emc.
Il primo annuncio riguarda una library modulare midrange in grado di supportare , come il resto dei prodotti Storagetek Sun, sia ambienti mainframe che ambienti open (SL3000). Obiettivo di mercato: offrire una soluzione di archiviazione scalabile e in grado di reggere il peso della crescita esponenziale dei dati da gestire e del periodo di tempo sempre più lungo imposto dalle leggi per la conservazione dei dati.
Il secondo annuncio prevede l’arrivo della quarta generazione dei tape drive di derivazione Storagetek (T9840D) in grado di mantenere la compatibilità in lettura e scrittura con i nastri delle generazioni precedenti fornendo un migliore tempo di accesso.
Il terzo riguarda un’appliance di archiviazione multitiered che porta il nome di Content Infrastructure System ( CIS) 3. Il sistema di archiviazione multitiered Ready Infinite Archive System , costruito attorno al software Storage Archive Manager, offre più opzioni di prestazioni e capacità di dischi e di librerie e formati di nastri (anche Lto 4).
Il quarto annuncio è di strategia nel software di storage con l’apertura al mondo open source anche del sistema Storagetek 5800 , ovvero del progetto Honeycomb. Aggiornamenti per Sun Archive Manager per la parte della gestione dei dati secondo policy prestabilite e per Cripto Key Managemet System, della cui versione2 vengono aperte le Api al mondo degli sviluppatori, che approda anch’esso al mondo open source.

Il filo conduttore di questi annunci , ai quali ne seguiranno altri di particolare sostanza entro l‘estate, è spiegato da Vincenzo Matteo, Storage Practice Manager di Sun, con quello che sta avvenendo nel mondo degli utenti: un’esplosione della crescita dei dati non strutturati, l’allungamento dei periodi obbligatori per la data retention, la compliance alle più diverse normative. Tutte esigenze che si aggiungono ad un’altra più generale di ottimizzazione della gestione dello storage.
Ma è l’impegno generale di Sun verso il mondo open source che occupa anche l’attenzione dei responsabili italiani del mercato storage di questa azienda. Il “dono” del software di archiviazione Honeycomb alla comunità aperta degli sviluppatori si integra con la decisione di Sun di fare da apripista verso una nuova serie di standard aperti di archiviazione con un occhio di riguardo verso le proposte di standard di interoperabilità che nascono da associazioni come Snia.
In qualche misura Sun si impegna alla realizzazione di soluzioni che fanno leva sul software open source e sull’utilizzo di formati aperti ( XML) e interfacce di programmazione ( API) che siano in grado di mettere i suoi clienti al riparo da costi futuri di cambiamento di tecnologia. In questo modo però Sun spera anche di mettere in un angolo la concorrenza che propone offerte proprietarie , ma ad alto margine di redditività economica.
La comunità degli sviluppatori deve prendersi parzialmente a carico lo sviluppo della tecnologia che così potrà evolvere nel tempo proteggendo investimenti e garantendo il recupero delle informazioni in modo indipendente dalla durata sul mercato di questo o quel vendor. Conclude Matteo:“ Sun ha deciso di affrontare il tema della crescita delle necessità di storage in modo non tradizionale. Farlo in modo tradizionale sarebbe proibitivo per i nostri clienti”.
Il progetto Open Storage di Sun rientra in quello più generale di Open Solaris lanciato già lo scorso anno.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore