Apple Watch, anno zero. E a MacBook non serve il touchscreen per stupire

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Apple presenta MacBook e Apple Watch, il primo ‘indossabile’ della Mela. Arrivano ad Aprile, ma per lo smartwatch in Italia ci sarà da aspettare. MacBook stupisce per alcune soluzioni innovative, come la proposta di un unico connettore USB-C. Apple Watch ridefinisce il settore e il punto di forza sarà ancora una volta l’integrazione perfetta nel mondo Apple

Partiamo da alcuni semplici fatti certi:
1. Dal 10 di Aprile in alcuni Paesi (Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Regno Unito e Stati Uniti) si potrà ordinare Apple Watch, ma non in Italia e una data ancora certa non c’è per il nostro Paese.
2. Già da ieri  sera è disponibile l’update iOS 8.2 per chiunque (anche in Italia) con tutti gli aggiornamenti, e in più con la app per utilizzare Apple Watch con iPhone (dal 5 in poi). Procedura perfetta, già dalla fine del keynote.
3. Apple Watch si declina in tre famiglie: Apple Sport, Watch e Watch Edition. In totale si parla di 38 modelli diversi a partire da 349 dollari per arrivare a 10mila, con casse in alluminio, acciaio e oro. Sono due le diagonali del display, 38 e 42 mm cui corrispondono anche diverse lunghezze di cinturino, a seconda dei modelli (contentissime anche le signore). Sul sito Apple sono già presenti tutte le configurazioni ed è pronto il negozio degli accessori. Solo non si può ancora né ordinare né comprare.

Apple Watch, si può utilizzare con il touch ma anche no, per non coprire il display
Apple Watch arriva in 38 modelli, per tre famiglie di prodotto. Tra queste l’Apple Watch di lusso da 10mila dollari

 

Classica strategia di marketing, stimola ulteriormente il desiderio dell’oggetto agognato. Per Apple Watch però bisogna fare qualche considerazione, perché lo scenario ora è molto più chiaro. Apple ha messo al centro della propria strategia l’attenzione e la cura della persona, ma senza escludere in futuro l’espansione all’utilizzo in altri comparti. In questo modo Cupertino parte sulla scorta dell’esperienza di un settore (health care e Wellness) cui il mercato ha mostrato sensibilità, ma intanto è pronto un kit di sviluppo che resta quanto mai aperto a tutti gli ambiti. Non abbiamo dubbi che più la proposta di sviluppo è semplice, più attirerà anche applicazioni business, o almeno per iniziare tutte quelle relative al comparto medicale.

Apple Watch nello scenario di mercato

Con il modello Apple Watch Edition si entra in ‘gioielleria’. Ed è giusto, a nostro avviso, proporre uno smartwatch in grado di competere proprio con i modelli classici da orologeria. Speriamo che questo trend arrivi a riguardare anche la proposta di fascia media, dove al momento, in assoluto, abbiamo apprezzato Lg Watch Urbane LTE. Soprattutto, Apple propone per la prima volta un device che è veramente da INDOSSARE. Non è passaggio di poco conto, perché lo fa assicurando la medesima esperienza che ci si aspetta da un vero orologio e cioè che funzioni semplicemente stando sul polso, in comunicazione con iPhone certo, ma senza altre preoccupazioni.

Questo è possibile perché anche Apple Watch entrerà a fare parte – come una soluzione del tutto integrata – dell’ecosistema Apple, senza problemi di compatibilità, di versioni, di aggiornamenti che non si sa se arrivano o se non arrivano, senza restrizioni di utilizzo per chi acquista un modello o un altro, ma anche con tanta tranquillità in termini di sicurezza, rispetto alle piattaforme Android, che devono dialogare con Android Wear o versioni ad hoc di OS proprietari, ma anche no, sì, forse…. Possibile che anche per un orologio, per quanto intelligente, l’utente finale debba preoccuparsi degli aggiornamenti? Delle compatibilità? Via… Anche gli smartwatch o diventeranno vere commodity o non diventeranno. Questo è il punto, davvero non crediamo che ci sia ancora spazio per problemi di compatibilità e release. E ancora una volta in questo ambito Apple è maestra. Vedremo invece come è stato gestito il problema dell’autonomia. Un problema serio questo, anche per Apple.

Apple Watch, per quanto a prima vista non apporti rivoluzioni tecnologiche al settore – non fa cose che nessun altro smartwatch può fare – le apporta invece in termini di usability e parte con alle spalle la forza del brand. Non abbiamo proprio dubbi sul fatto che praticamente tutti quelli che hanno un iPhone, a maggior ragione se l’hanno appena acquistato, a traino se dovranno scegliere uno smartwatch Apple Watch, in questo ambito con iPhone funzionano bene solo i ‘bracciali’. Non è fattore di poco conto, perché questo mercato è da un lato tutto mercato perso per i competitor, e dall’altro lato serve proprio a dare il boost al device. Resta un rammarico: tante potenzialità proprio in ambito healthcare, saranno a tutto vantaggio di determinati Paesi (soprattutto anglosassoni), davvero non riusciamo a immaginare il nostro Apple Watch italiano in grado di dialogare con il nostro servizio sanitario nazionale. Lasciamo ad altre nostre pagine e al sito di Apple l’orientamento su tutte le specifiche tecniche.

MacBook affianca MacBook Air e MacBook Pro
…E stupisce

Siamo sinceri. Abbiamo sorriso quando è stato presentato MacBook. In un momento in cui tutti si arrabattano a offrire due in uno, ibridi, detachable, touchscreen etc.etc. Apple se ne esce con un MacBook, che affianca MacBook Air e MacBook Pro e che da solo sembra la quadratura del cerchio quando si vuole lavorare in mobilità. Meno di un chilogrammo di peso, spessore massimo di 1,3 cm e display, insolito da 12 pollici con risoluzione Retina 2304×1440, quando invece il campo di azione di MacBook Air e MacBook Pro è stato sempre quello di diagonali da 11 o 13 pollici.

Mac Book
Mac Book con il touchpad ‘maggiorato’

MacBook arriva con la tastiera completamente reingegnerizzata (e l’avevamo richiesto proprio su techweek e in tempi non sospetti) e touchpad ampio da perdersi. Il video di presentazione di Apple inizia con una bolla di sapone, giustamente suggestivo. Ma la suggestione più importante, che qualcuno ha criticato, ma che a nostro avviso rivela parte del futuro, è la scelta di un unico connettore USB-C, che non ci stupiremmo di vedere in futuro anche sugli altri dispositivi Apple, tutti.

Mac Book
Mac Book

Come un vero ‘signore degli Anelli’, quindi un connettore unico per domarli tutti: ricarica, trasferimento dati e uscita video in un’unica porta standard e con un’unica presa USB-C si ricarica, si ha la connettività USB 3.1, Display Port, Hdmi Port e VGA, certo servono gli adattatori. MacBook arriva con 9 ore di autonomia grazie anche a Intel Core M che non offre prestazioni come Intel Core i5 ma è unica scelta possibile per un dissipamento completamente passivo, ben accompagnato da una dotazione di Ram davvero non standard, nella proposta consueta con 8 Gbyte e di storage più che decente perché si parte da 256 Gbyte di SSD. Sì, non si tratta di un laptop regalato. Ma la notizia davvero buona è proprio che è un laptop! Noi insistiamo ancora oggi a sostenere che per lavorare bene non serva un touchscreen e che un’ottima tastiera sia la soluzione ideale. Evidentemente in Apple, almeno per il momento, l’opinione è la stessa.

 

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