L’ufficio sostenibile non ha stampanti laser

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Epson presenmta i nuovi modelli Epson B300 e B500DN: è meglio usare periferiche a getto che sono più ecosostenibili

Meglio usare periferiche a getto che sono più ‘ecosostenibili’. Lo afferma Epson, assicurando che non ci sono rinunce in fatto di prestazioni, gestione e affidabilità rispetto alla stampa laser.
Secondo Epson, il processo di stampa a getto sarebbe infatti in grado di ridurre i costi energetici e i materiali di consumo rispetto al laser.
Il risparmio medio sarebbe misurabile in 0,32kWh al giorno. Se quindi l’intero parco di stampanti laser italiano (stimato in 4 milioni di unità) fosse convertito in periferiche a getto d’inchiostro, si renderebbe disponibile l’energia pari al consumo annuale medio di circa 133 mila famiglie.
In attesa di abolire la stampa dei documenti inutili o di smaterializzare del tutto gli uffici con il telelavoro, le stampanti a getto potrebbero quindi far risparmiare energia e costi.
I nuovi modelli Epson B300 e B500DN (con interfaccia e gestione in rete) sono stati progettati specificamente come ‘laser replacement’ per reggere carichi di lavoro medi di 20.000 pagine/mese. I due modelli utilizzano uno speciale sistema elettrostatico di monitoraggio delle testine che avvia un processo di pulizia automatico in grado di evitare le operazioni di ripristino manuali.
Non dovendo riscaldarsi, le stampanti a getto sono in grado di produrre la prima stampa in tempi minori di una laser (meno di tre secondi). I modelli Epson raggiungono a regime le 37 pagine per minuto, in stampa draft.
Per questi modelli Epson ha realizzato serbatori d’inchiostro a lunga durata (8000 pagine b/n o 7000 colore) portando il costo di stampa per pagina tra la metà e un terzo rispetto a una stampante laser di pari capacità.
Fonte: The Inquirer

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