L’onda montante della deduplicazione dei dati

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NetApp la integra nei propri dispositivi Fas, Emc risponde abbinandola a
VmWare Consolidated Backup. Arriva l’alternativa alla virtualizzazione?

?La deduplicazione dei dati è una tecnologia strategica per far fronte all’esplosione dei volumi di storage nelle imprese. Oggi, il miglior fornitore nel settore non è quello che venderà la quantità più alta di volumi, ma quello che consentirà di economizzarli?. L’affermazione è di Gartner e fotografa una realtà in fermento, a causa della moltiplicazione di dati che circola nelle aziende e fra gli utenti, ma anche per sintetizzare la necessità di ridurne al minimo i costi di gestione.

Sotto l’alambiccato termine ?deduplicazione?, si cela una tecnologia in realtà piuttosto semplice da comprendere, poiché il suo principio consiste nel fattorizzare sequenze di dati identici, al fine di economizzare drasticamente lo spazio occupato sui dischi di memorizzazione. Prendiamo, per esempio, un documento Excel, presente su una cinquantina di postazioni aziendali. La conservazione quotidiana di questo documento (identico o quasi su tutte le postazioni) consumerà cinquanta volte lo stesso spazio su disco. La deduplicazione permette di evitare questo inconveniente, memorizzando una sola volta l’informazione ridondante. Di conseguenza, si evidenziano risparmi significativi in termini di infrastruttura. Con questo sistema di archiviazione dei dati, i fornitori del settore ritengono di poter ridurre di venti volte il consumo di spazio.

NetApp è stato fra i primi costruttori a impegnarsi su questo fronte, integrando la tecnologia (nel caso specifico battezzata A-Sis) all’interno della propria gamma Fas (San e Nas). Il passo è importante, perché si tratta di un’integrazione diretta nello storage e non su un server dedicato. E si tratta di un dispositivo primario e non di un processo di archiviazione. Nel caso di NetApp, le performance attese sono inferiori rispetto all’integrazione nel processo, ma si parla comunque di una riduzione dei volumi fra 1,5 e 2,5.

Tutti i giganti dello storage si sono posizionati su questa tecnologia, come testimonia l’acquioszione di Datacenter Technologies da parte di Symantec/Veritas, di Rocksoft da parte di Adic/Quantum o di Archivas da parte di Hitachi Data Systems. La leader Emc ha di recente messo le mani su Avamar e ha appena annunciato la versione 3.7 del software ereditato, capace di operare in ambienti di server virtuali, attraverso il software VmWare Consolidated Backup. Secondo il costruttore, esso permette di ridurre i tempi di memorizzazione delle macchine virtuali fino al 90%.

Non è difficile prevedere che fra qualche tempo nessun dispositivo di storage sarà privo di un motore di deduplicazuione integrato.

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