Lo storage diventa self service

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Fine del provisioning delle storage vecchio stile. E’ il momento dello storage self service.

Oggi la maggior parte di noi si rifornisce di carburante alle stazioni self service. Arriviamo alla pompa, scegliamo il carburante ( benzina, normale o super , o gasolio ) procediamo al pagamento in modo sicuro con una carta di credito o di debito.
Ma, come alcuni ricordano, non è sempre stato così e in alcuni posti funziona ancora così. All’arrivo ci si doveva dirigere a una pompa specifica per il tipo di carburante che ci serviva, perché le pompe erano specifiche per ciascun tipo di carburante. Poi il benzinaio ti riforniva la vettura, prendeva il contante o la carta di credito, vedeva l’ammontare da pagare e procedeva la pagamento. Dopo aver ricevuto il resto o la ricevuta della carta di credito si poteva ripartire. Questo tipo di rifornimento servito è forse più piacevole e consente anche di far pulire il finestrino, ma è in qualche misura inefficiente. Se più clienti arrivano alla pompa contemporaneamente si creano delle code o degli ingorghi. Se il benzinaio è occupato con un’altra pompa bisogna aspettare che si occupi di noi. Tutto questo comporta un maggior costo del carburante, un numero maggiore di pompe di benzina sul territorio e più tempo speso al distributore di benzina. Poi , la sicurezza e la precisione del pagamento dipendono dalla diligenza e dall’onestà dell’addetto.

Dove voglio arrivare? Il punto è che il provisioning dello storage avviene oggi proprio come con il carburante con i distributori vecchio stile. Nei data center di oggi, i consumatori di storage vengono indirizzati all’array più opportuno ( e si spera disponibile), devono aspettare che il sistema di memoria venga ‘ servito ‘ e poi affidarsi alla diligenza e all’integrità degli altri per ottenere la sicurezza dei loro dati.
In altre parole , sistema , applicazioni e database si fondano pesantemente sugli amministratori dello storage per il provisioning di routine e la sicurezza dei dati. Intanto conoscenze ed skill si consumano in attività di routine lasciando meno tempo alle iniziative IT di maggior valore.

A questo punto delle nostre conoscenze dei processi e delle tecnologie di un data center tradizionale si può immagine un modello più efficiente? Si può concepire un’idea di ‘self service‘ dello storage? Ritornando all’analogia della stazione di servizio si può osservare che l’adozione di un modello più efficiente di rifornimento self service è reso possibile da cambiamenti di tecnologie. Sono state sviluppate pompe in grado di erogare diversi tipi di carburante. Le pompe sono state dotate di un doppio sistema di rifornimento per due auto contemporaneamente. Le funzionalità per ottenere una transazione sicura , come i lettori di carta di credito, sono state inserite direttamente nella pompa di erogazione. Le innovazioni che oggi sono molto diffuse hanno generato un nuovo modello, e infinitamente più efficiente, che ha cambiato per sempre economia della distribuzione di carburante.

Tornando all’idea dello storage self service dobbiamo porci diverse domande. Quali innovazioni tecniche o di procedura sono necessarie per abilitare questo modello in un data center? Un requisito che dobbiamo soddisfare subito è che il provisioning dello storage deve essere semplice , così semplice che gli amministratori dei sistemi che consumano storage possano rifornire di memoria di massa le loro applicazioni senza una conoscenza approfondita dello storage o esperienza nel configurarlo. In linea di principio esistono diversi modi di ottenere ciò , ma la postazione più ovvia ed efficiente dove mettere in gioco questa semplicità è proprio lo storage array, la “piattaforma di rifornimento”.
Alcuni vendor di disk array , come 3Par o EqualLogic, hanno da tempo imboccato questa strada, con le modalità che vedremo prossimamente nella seconda parte di questo intervento.

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