La protezione dei dati nella visione di FalconStor

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Danielle Gauthier, vice presidente marketing Emea, spiega l’evoluzione di
un’azienda, partita dal backup e approdata alla Continuous Data Protection.

Se oggi con il backup non si realizzano più guadagni sontuosi, altrettanto non si può dire del network storage management. Su queste basi, è partita, nel 2001, FalconStor, azienda di Long Island, California, che, in quasi sei anni, ha saputo ricavarsi una posizione di rilievo nel settore, con crescite di fatturato ancora oggi nell’ordine del 35-40%, una gamma di prodotti e un insieme di clienti che hanno sollevato a tal punto l’interesse di Ibm da farle considerare, secondo recenti indiscrezioni, persino l’acquisizione.

Danielle Gauthier, vice presidente marketing Emea, preferisce non commentare quelli che definisce solo ?rumors? e, invece, punta l’attenzione sull’evoluzione della società, partita nel 2001 con il software IpStor e oggi in grado di coprire tutti i segmenti di punta nel campo dello storage software, dalla virtualizzazione al supporto di iScsi, dalle Virtual tape library (Vtl) alla Continuous Data Protection (Cdp), fino alla recente deduplicazione dei dati. ?Il backup rappresenta il nostro retaggio ? spiega Gauthier ? poiché il management proviene da uno specialista come Cheyenne (poi acquisita da Ca, ndr). Oggi però preferiamo definirci una società che si occupa di data protection?.

Questa evoluzione risale già a qualche anno fa, quando FalconStor si aprì alle Virtual tape library, soluzione di emulazione di librerie fisiche che offre affidabilità e gestione centralizzata, ovviamente del backup su nastro. In seguito, sarebbe arrivata la Continuous Data Protection, che di fatto rappresenta un’alternativa ?leggera? per le necessità di recupero dei dati in caso di cadute dei sistemi. Queste soluzioni, infatti, garantiscono un servizio attivo ventiquattr’ore su ventiquattro e consentono un restore dei dati in pochi minuti. ?Il nostro elemento di differenziazione ? riprende Gauthier ? è che abbiamo in casa soluzioni già integrate, per meglio soddisfare le ri chieste della clientela. Gli It manager sono conservativi per natura e non vogliono spendere troppo tempo per mettere insieme soluzioni diverse. Noi siamo in grado di integrare tecnologie come iScsi, Fibre Channel e Vtl, proponendo ciò che risponde meglio alla necessità del cliente?.

FalconStor conta oggi su 350 dipendenti e 15 uffici aperti in varie parti del mondo. Il fatturato dell’ultimo esercizio fiscale è stato di 55,1 milioni di dollari, in crescita del 34% rispetto a un anno prima, ma pendenze relative a stock option hanno causato una perdita netta di 3,4 milioni di dollari. La liquidità di cassa, comunque, ammonta a quasi 40 milioni di dollari e anche per il 2007 si prevede una crescita nelle vendite intorno al 35-40%. Circa il 45% del fatturato, oggi, viene realizzato dagli Oem, che portano nomi come Ibm, Sun ed Emc. Il resto deriva da vendite gestite totalmente attraverso il canale, composto prevalentemente da integratori. In Italia, l’azienda opera con partner come Terasystem, Integra e Datamatic. ?Possiamo già contare su clienti come Banca Intesa, Findomestic e Marconi ? puntualizza Gauthier ? ma facciamo affidamento anche sul settore pubblico, al quale possiamo proporre soluzioni di prezzo accessibile, ben sapendo che lì i budget non sono molto elevati?.

L’ultimo step evolutivo dal punto di vista tecnologico si chiama Single Instance Repository ed è un software per la deduplicazione dei dati. A differenza di quanto propongono altri vendor di Vtl (soprattutto l’eliminazione dei dati ridondanti, FalconStor offre una soluzione divisa in moduli, che operano in congiunzione con la Vtl, senza rallentare i backup e possono occuparsi anche della replica dei dati da un sito all’altro o del loro consolidamento su un punto centralizzato, andando in contro alle possibili esigenze di comparti come le banche e gli ospedali.

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