Intel toglie il velo a Itanium 3

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Il chip di nuova generazione si presenta con un bus di interconnessione interprocessore

Ci sono ben 2,05 miliardi di transistor dentro Tukwila, la versione a quattro core di Itanium, ovvero il processore che Intel indirizzerà ai grandi sistemi. A titolo di paragone, l’attuale versione a doppio core di Itanium, che rappresenta già la più grossa Cpu in circolazione, arriva a 1,7 miliardi di transistor, mentre il Core 2 Duo (per pc, server e portatili) raggiunge gli 820 milioni e il quad core Opteron di Amd supera a malapena i 600 milioni. Questa moltiplicazione dei transistor consente soprattutto a Intel di raddoppiare le prestazioni, senza però far esplodere il consumo di energia, che in realtà aumenta solo del 25%, per raggiungere i 130 watt, contro i 104 dell’Itanium attuale.

Con Tukwila, Intel cambia anche radicalmente l’architettura interna dei processori, adottando un bus ultrarapido di comunicazione fra processori, denominato QuickPath Interconnect e integrando il controller della memoria all’interno della Cpu stessa. Questo design sarà utilizzato anche nella prossima generazione dei chip Xeon (Nehalem), con lo scopo di eliminare i colli di bottiglia nella comunicazione fra processore e memoria. I più attenti noteranno come l’idea non sia nuova, ma sia stata già messa in pratica da Amd per gli Opteron.

La somiglianza architetturale fra Itanium e Xeon dovrebbe consentire di utilizzare gli stessi chipset, anche se le schede madri sono destinate per ora a restare molto differenti. Tukwila non sarà disponibile prima della fine dell’anno e utilizzerà il processo di fabbricazione a 65 nanometri.

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