Il mercato dei thin client in ebollizione

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Torna in auge una nicchia di mercato rilanciata dalla virtualizzazione. Wyse prova ad approfittarne lanciando il “zero client”.

Sempre di più, i thin client formano una parte non trascurabile di un parco medio di pc aziendali. Secondo Idc, infatti, nel 2007 essi rappresentano il 14,5% delle postazioni da ufficio in Europa, contro il 12,1% di un anno fa.

Da cosa deriva questa rinascita di interesse? Per semplificare, il thin client è una macchina senza disco fisso, le cui risorse di calcolo sono prima di tutto utilizzate per far funzionare applicazioni che risiedono e provengono da un server centrale. Occorre dire che lo sviluppo di un parco di pc dekstop tradizionali in architettura client-server si sta rivelando sempre più costosa, soprattutto in termini di aggiornamento, sicurezza, storage e consumi energetici. “Con la disponibilità ormai generalizzata della banda larga – spiega Jeff McNaught, chief marketing officer di Wyse Technology – si sta riproponendo la centralizzazione delle infrastrutture nei servizi informatici. Il thin client non è solamente meno caro all’acquisto, ma consuma meno energia, si amministra in modo assai più semplice ed è più sicuro. La tendenza decisionale, per gli It manager, è di dotare di notebook i propri dipendenti mobili e di client leggero quelli fissi, a scapito dei classici desktop”.

Wyse è oggi il principale produttore di thin client, ma si muove in un mercato in forte ebollizione. L’arrivo delle tecnologie di virtualizzazione delle postazioni client a livello di server sta rilanciando il mercato e l’interesse di altri vendor cresce. Lo dimostra Hp, che ha comprato in luglio gli specialisti di Neoware. Più di recente, anche Dell e Citrix hanno annunciato un’offerta congiunta che permette a pc desktop tradizionali ma privi di hard disk di integrarsi in un ambiente di lavoro potendo appoggiarsi a un’immagine del disco situata su un sistema dotato di Provisioning Server Citrix.

La risposta di Wyse sta in una tonrata di nuovi terminali che si associano al concetto di “zero client”. L’approccio prevede un ulteriore alleggerimento del sistma periferico, che non ospita più nulla nella memoria locale, quindi nemmeno istruzioni legate al sistema operativo, alle applicazioni o ai settino di configurazione. Tutte queste informazioni sono memorizzate su un server sicuro ed erogate via rete quando il device viene acceso o utilizzato. “Questo client semplificato dispone di minori componenti interne, quindi costa meno e usa fino al 90% di energia in meno rispetto al classico pc”, evidenzia Matteo Del Corno, senior sales consultanti di Wyse.

Come risultato di questa filosofia, il costruttore ha introdotto una gamma di prodotti che comprendono thin client, anche in versione notebook, e u n software multimediale che si integra con le soluzioni di desktop virtualization di Citrix, Microsoft e VmWare. In particolare, i prodotti Wyse V class Le ospitano processori Via Eden C7 a 1,2 GHz e partono da configurazioni senza memoria locale, per essere utilizzati con il software di provisioning di Wyse (ma possono avere memoria Flash o Ram Ddr2 da 128 Mb, per chi vuole avere qualcosa in locale).

La visione “zero client” non è concettualmente troppo diversa da quella del vecchio terminale “stupido” della prima informatizzazione, con la differenza sostanziale che questo ha interfaccia e capacità di connessione in rete di nuova generazione. “Sono prodotti che riportano al centro la potenza, ma non incidono sulla customer experience – puntualizza Davide Bolzoni, country manager di Wyse Italia -. Per questo riteniamo possano avere un alto potenziale commerciale in Italia, come dimostrano le esperienze realizzate con aziende evolute come Geox o Luxottica. Industria, finance, retail e settore pubblico sono i target ideali per questi prodotti”.

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