Dataprogress, una “new company” con forti radici nel passato

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Nata come agente Ibm, l’azienda si è evoluta negli anni e oggi si ripresenta
con un nuovo marchio e un’immagine composita da system integrator attento ai più
importanti fenomeni evolutivi.

Parlare dell’informatica di 26 anni fa è come fare un salto quantico nel passato. Anche se, soprattutto in Italia, molte delle scelte fatte allora sopravvivono ancora oggi o si sono evolute seguendo una strada maestra individuata in quel tempo. È senz’altro così per molte medie e piccole aziende nazionali che scelsero tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta di informatizzarsi con i minisistemi Ibm, ovvero i sistemi 34 e 36, poi evolutisi verso gli As/400.

Big Blue, allora, dominava il mercato e poteva far leva su una rete capillare e ben preparata di agenti e concessionari. Molti di questi sono col tempo scomparsi, ma c’è che ha saputo aggiornarsi e costruire su quel prezioso bacino di competenze. È il caso di Dataprogress, azienda fondata nel 1981 e partita come agente Ibm, con competenze maturate non solo sull’hardware, ma anche sul software gestionale. Oggi, appunto 26 anni dopo, l’azienda si ripresenta sul mercato con un marchio rinnovato e una competenza che negli anni si è diversificata, accogliendo le piattaforme di Hp e Toshiba, i prodotti di rete di Cisco e soprattutto sviluppando una partnership con Microsoft, che ha portato al riconoscimento di otto certificazioni, ultima delle quali è quella sul Crm.

Per comprendere meglio qual è l’immagine che oggi propone Dataprogress e la sua recente evoluzione, abbiamo conversato con il direttore commerciale della società, Gaetano Fabiano.

Come si definisce oggi Dataprogress?

Siamo un system integrator, in grado di realizzare progetti completi per le aziende, potendo integrare hardware, software, progettazione e servizi. Il nostro approccio alla clientela è cambiato negli anni e oggi si pone in modo collaborativo e consulenziale. Le nostre competenze spaziano dall’industria manifatturiera al finance, dal commercio alla Pubblica amministrazione.

Cosa vi lega al passato tutto Ibm-oriented?

Il rapporto con l’azienda è rimasto intatto negli anni, anche perché abbiamo sviluppato progetti e installazioni importanti, soprattutto in ambito gestionale. Ancora oggi gestiamo numerosi rapporti con clienti dotati di hardware As/400 e si tratta di di relazioni molto fidelizzate. Però dagli anni Novanta, abbiamo deciso di diventare multivendor e questa scelta ha certamente pagato. Siamo infatti cresciuti grazie al volano di aziende come Hp e Microsoft, allargando il portafoglio e intervenendo per progetti come le migrazioni, il roll out sulle macchine o la gestione delle licenze. Negli ultimi anni è molto cresciuto il nostro rapporto con Microsoft, tanto che siamo diventati Gold Partner, abbiamo acquisito molte certificazioni e ora stiamo puntando su Navision, per poter diventare, su questo fronte, un partner di riferimento nazionale.

Come mai oggi vi proponente come una ?new company??

Intanto, nel settembre del 2006, è subentrata una nuova compagine societaria, che ha portato soprattutto nuovi capitali. Questo ci ha consentito di potenziare la struttura interna, per poter sviluppare nuovi progetti. Oggi, abbiamo una serie di soluzioni sviluppate in casa, da una struttura di progettazione composta da sei persone. Fra queste, possiamo segnalare il firewall management Skipper o la soluzione di gestione remota degli archivi e del backup, pensata per le piccole realtà che non hanno i mezzi per permettersi sviluppi interni. Stiamo puntando molto di più sui servizi, arrivando a gestire anche outsourcing di tipo parziale o gestioni del parco installato. Il nostro fatturato, oggi di circa 6 milioni di euro, è diviso fra un 65% di hardware e un 35% di servizi, ma il nostro obiettivo è raggiungere il 50-50.

Quali sono le vostre linee evolutive per il futuro?

Già oggi stiamo puntando molto sulla formazione, sia in aula che online e non solo in termini di erogazione di corsi, ma anche di sviluppo di soluzioni per chi crea courseware. Ci stiamo attrezzando per poter gestire progetti e applicativi in modalità Asp e prestiamo la dovuta attenzione a fenomeni come la virtualizzazione. Anche sul fronte Internet abbiamo registrato una certa domanda e l’organizzazione è ora in fase di evoluzione per poter proporre lo sviluppo di portali.

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