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Cloud computing, tanti i miti da sfatare

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Il cloud computing può essere visto e inserito nell’ambito di un’evoluzione progressiva delle infrastrutture IT, anche se in questi anni la sua affermazione è dirompente. Il punto di vista di Mainetti della Fondazione del Politecnico di Milano e la vision di Vmware

Di cloud computing se ne parla da tempo, tanto che oggi si tende a ricondurre a questa formula ogni sorta di servizio online. In realtà: l’email in mobilità, la possibilità di scaricare un software in affitto, senza comprare la scatola, la consultazione di una banca dati in remoto sono tutti esempi di servizi che usiamo da anni e che – in qualche modo – già sfruttavano in parte le potenzialità offerte dal cloud computing. E’ proprio questo un primo elemento di demistificazione, perché ‘esternalizzato’ il cloud computing è sempre esistito, i data center in outsourcing si usano da molto tempo prima che si parlasse di cloud. E’ vero invece che servizi ‘one to one’ grazie al cloud sono diventati servizi ‘uno a molti’.

E inoltre oggi si sta industrializzando la filiera dei processi, per i fenomeni di consumerizzazione in atto, per le risorse di outsourcing che si sono moltiplicate, per l’industrializzazione complessiva del fenomeno. Il secondo elemento di demistificazione arriva proprio dal framework cloud, come è proposto dal NIST, ed è un altro elemento di continuità con il passato: la formula Saas, Paas e Iaas presenta elementi di continuità con il passato (il famoso esempio del software in affitto torna ancora utile), ma si sono affiancati ai sistemi legacy, sistemi di informatica distribuita.

Il terzo elemento di demistificazione riguarda la virtualizzazione quando la si vuole vedere come tecnologia dei nostri giorni: si usa, senza tornare a tempi troppo antichi, dal 1995. Inizialmente serviva solo a scollare le macchine fisiche dalle risorse effettive a disposizione, attraverso il software, per generare efficienza. Oggi con i sistemi di hypervisor, semplicemente con un segno di spunta si possono attivare o disattivare risorse attraverso un’interfaccia software. Fujitsu, Vmware, Citrix, Tibco e Jbossi sistemi cloud li hanno sempre avuti nel Dna, oggi sono entri nel mercato altri protagonisti:

  1. Chi fornisce servizi anche consumer come: Amazon, Ibm, Microsoft e Oracle
  2. I carrier: in pratica le telco (Vodafone, Telecom, etc.)
  3. I protagonisti del mercato delle comunicazioni: Cisco, Nec, Polycom, Avaya
  4. I fornitori di software enterprise: Sap, Sage, Epicor e Infor (solo per citarne alcuni)

Le grandi aziende sono coscienti che il trend cloud sia inarrestabile. Lo dice una pluricitata ricerca della Fondazione Politecnico di Milano, secondo la quale su 168 aziende intervistate ben 100 hanno già realizzato progetti e raggiunto gli obiettivi che si erano prefissate. Qualche perplessità arriva dal bilancio tra agilità e rapidità e costi, dai Service Level Agreement e si registra una certa prudenza se si toccano i processi di business. E’ desolante il panorama delle PMI, solo il 3% utilizza il cloud computing, ma bisogna anche considerare la sofferenza temporale data dal canale, che arriva ora con proposte concrete per questo segmento.