Citrix, la virtualizzazione fa bene alle applicazioni

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Rimondo: L’effetto finale di Citrix Delivery Center sarà un portafoglio completo di soluzioni di infrastruttura per la delivery delle applicazioni dai server dei data center ai desktop degli utenti

In questi giorni tutte le strade che portano verso la virtualizzazione (di ogni tipo, desktop, server e applicazioni) stanno convergendo vero il mega-annuncio di Windows Server 2008. E’ il tratto finale di strada anche di Citrix che a pochi mesi dalla concreta acquisizione di XenSource con un’operazione costata 500 milioni di dollari ha portato a termine un esercizio di rebranding per riorganizzazione sotto un’unica identità i prodotti chiave di entrambe le organizzazioni relativi alla virtualizzazione.
Ma non si tratta solo di riorganizzazione e di strategie di marketing. Sotto l’ombrello del Citrix Delivery Center ci sono novità di prodotto , una nuova organizzazione delle attività di sviluppo del business legato a Xen in Italia, pressoché assente in modo diretto se non attraverso qualche partner, e la massima integrazione dell’offerta e della divulgazione del verbo della virtualizzazione in un rapporto privilegiato con Microsoft.

Network News ha parlato di questo con Aldo Rimondo, country manager italiano di Citrix, che prima di addentrarsi nelle questioni tecnologiche e nei rapporti con Microsoft ci ha ricordato che queste tecnologie richiedono un adeguato lavoro di proof of concept e di fattibilità presso i clienti. “ D’altra parte il mercato della virtualizzazione (ma Citrix non vuol dire solo virtualizzazione) comincia a fare gola a molti, mentre soprattutto nel campo del consolidamento dei server i progetti sono già una realtà operativa nelle aziende più grandi. Ampie prospettive si aprono ora anche per la virtualizzazione del desktop. A Microsoft interessa questo mercato, con Microsoft abbiamo molti scambi di tecnologia e sviluppo, ma Citrix è una realtà in grado stare in piedi da sola”. Microsoft offre il software di virtualizzazione dell’infrastruttura come parte della piattaforma Windows. Hyper-V e i Terminal Services sono disponibili con Windows Server 2008, insieme a Microsoft System Center, una piattaforma in grado di gestire l’infrastruttura e le applicazioni virtuali e fisiche. Citrix ha sviluppato strumenti software che consentiranno agli utenti di trasferire in modo semplice macchine virtuali tra il nuovo XenServer e Windows Server 2008 con Hyper-V per garantire una maggiore interoperabilità. Una versione sarà disponibile con il rilascio definitivo di Hyper-V.

Microsoft e Citrix collaboreranno al lancio sul mercato di un pacchetto di nuove soluzioni informatiche client su soluzioni Windows Server 2008 e Windows Optimized Desktop, ampliate con XenDesktop e Presentation Server ( ora ribattezzato XenApp all’interno di Citrix Delivery Center), e gestite tramite System Center. Microsoft e Citrix collaboreranno, inoltre, per garantire che il connection broker Citrix XenDesktop sia in grado di funzionare correttamente con le soluzioni desktop Windows. Come spiega Rimondo illustrando in dettaglio la nuova gerarchia dell’offerta Delivery Center, “Citrix diventa un player importante nella virtualizzazione e i due componenti che mancavano per ottenere un’ offerta competitiva con quella dei concorrenti (Vmware in primis), cioè XenServer per la virtualizzazione delle applicazioni sui server dei data center di tipo enterprise e XenDesktop, per la parte client, danno ora il senso generale della operazione di acquisizione conclusa nello scorso novembre”.

Xen Desktop arriverà un po’ più avanti nel terzo trimestre di quest’anno , rispetto a Xenserver e a XenApp che saranno pronti entro l’estate. In particolare il nuovo Presentation Server–XenApp, cavallo di battaglia di Citrix, avrà un integrazione molto stretta con Windows Server 2008. La versione 4.1 di XenServer è la prima nuova release del software dopo l’acquisizione. La prima implementazione del nuovo XenServer avviene in ambito storage all’interno degli Storage Delivery Services per il sistema operativo Data Ontap di Network Appliance.
Della serie di annunci che accompagnano la strategia Delivery Center fanno anche parte Netscaler, sostanzialmente un’appliance di accelerazione e ottimizzazione web per la delivery delle applicazioni, e Workflow Studio, ora in rilascio limitato presso i partner . Quest’ultimo è uno strumento di ‘orchestrazione’ che permetterà di integrare in modo facile diversi processi frammentati attraverso i diversi prodotti di Delivery Center. Studio si basa sulle tecnologie .Net, Powershell a Windows Workflow del prossimo Windows Server.

Conclude Rimondo. “L’effetto finale entro la fine dell’estate sarà di un portafoglio completo di soluzioni di infrastruttura per la delivery delle applicazioni che si estendono dai server dei data center ai desktop degli utenti. Ma con qualcosa in più . A livello di hypervisor , quello di Xen e l’ex Viridian di Microsoft, saranno in qualche modo interoperabili e stiamo sviluppando altri tool di interoperabilità. Un’offerta di virtualizzazione completa con tutte le sinergie possibili”.

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