Business intelligence: fine di una generazione

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L’acquisizione di Cognos da parte di Ibm segna il tramonto dei vendor specializzati e apre il terreno a un sfida fra big.

Addio alla business intelligence, almeno per come l’abbiamo conosciuta fino a oggi. Un mercato in mano ad alcuni specialisti, cresciuti organicamente nel tempo sull’onda di una domanda che aveva dato loro ragione e con acquisizioni mirate per complementare i prodotti principali. I tre più importanti attori di questo mercato sono oggi controllati da altrettanti giganti del software. Dopo le operazioni Oracle-Hyperion e Sap-Business Objects, ora è toccato a Cognos, acquisita da Ibm sulla base di un’Opa amichevole del valore complessivo di circa 5 miliardi di dollari, ovvero 58 dollari per azione. La transazione dovrebbe essere finalizzata nel primo trimestre 2008.

Nell’attuale contesto di consolidamento del mercato del software enterprise, questa nuova acquisizione non costituisce in sé una sorpresa, anche perché le due società interessate avevano una partnership di lunga durata (una quindicina d’anni), tanto da lanciare un’offerta congiunta nel febbraio 2006. In pratica, Ibm forniva servizi in hosting ai clienti che sceglievano la business intelligence di Cognos.

La società canadese occupa circa quattromila persone nel mondo. I prodotti di punta sono Cognos 8 Business Intelligence, Performance Applications (gestione delle prestazioni) e Workforce Performance (gestione delle risorse umane). Questa offerta andrà a completare, con il client front-end, una gamma che già comprende il trasporto di informazioni e qualità dei dati di Ascential e il database Db2. Cognos dovrebbe essere integrata come gruppo autonomo in seno alla divisione Information Management di Ibm. In questo modo, la società perderà quelle che aveva sottolineato come proprie prerogative (al tempo dell’acquisizione di Hyperion da parte di Oracle), ovvero l’indipendenza dai produttori di database e la focalizzazione. Ibm andrà certamente a proporre una piattaforma completa, ma questo ridurrà la scelta dei clienti e sposterà il processo di integrazione dal cliente stesso al fornitore. Questo non è uno svantaggio, anzi, per le aziende può essere conveniente acquistare il front-end di business intelligence dallo stesso fornitore che vende le applicazioni che contengono i dati di core business, purché i vendor mantengano le promesse in termini di integrazione.

In termini pratici, l’acquisizione si inquadra facilmente nella più ampia strategia Information On Demand di Big Blue, che ha già prodotto le integrazioni di Ascential (integrazione dei dati), Filenet (content management), Unicorn (gestione di metadati), iPhrase (ricerche in linguaggio naturale), Dwl (customer data integration) e Srd (identity resolution). Il gigante mondiale, tuttavia, dovrà fare un po’ di chiarezza sulle alleanze, visto che un mese fa aveva annunciato un accordo con Business Objects, che prevedeva un’azione commerciale congiunta, fondata sull’integrazione fra la suite XI dell’azienda ora in via di assorbimento da Sap e Db2 Warehouse.

Dopo questa nuova operazione, si attendono le possibili mosse di Hp, che aveva già manifestato interesse verso la business intelligence. L’attuale Ceo, Mark Hurd, viene da Ncr e conosce bene questo contesto. A questo punto, visto che Sas è un’azienda non quotata in Borsa e tutt’altro che in vendita, i possibili bersagli di una potenziale acquisizione potrebbero essere Microstrategy, Qliktech o Actuate. Qualora ci fosse un’evoluzione in tal senso, Sas rimarrebbe l’unico Bi vendor specializzato con giro d’affari superiore al miliardo di dollari

Con l’integrazione di Cognos, in compenso, Ibm va a fronteggiare direttamente Sap, Oracle e Microsoft (quest’ultima ha appena lanciato PerformancePoint Server). Non pare esserci più spazio per gli specialisti tradizionali in questo settore, mentre stanno emergendo nuovi attori sul fronte della business intelligence sul Web (o Web intelligence), con nomi come Verità, Exalead, Fast o Autonomy.

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