Bruxelles vuole un roaming ribassato

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Il Parlamento Europeo vuole intervenire sulle tariffe di roaming fra
cellulari nei diversi paesi dell’Ue.

Viviane Reding, commissario europeo per i Media e l’Informazione, ha annunciato un piano per ridure il roaming della chiamate mobili in tutta l’Unione, con l’obiettivo di ridurre il caro-roaming di un buon 70% entro l’estate. Al momento la proposta è ancora in fase di esame, ma il suo contenuto è chiaro: il costo massimo dovrà essere pari al doppio del costo che un operatore nazionale fa pagare a un altro se un suo cliente utilizza la propria rete a livello nazionale (mobile termination rate).

In pratica, il costo delle chiamate internazionali sarà pari a tre volte il mobile termination rate, vale a dire circa 36 centesimi al minuto. Bruxelles intende intervenire sul costo delle tariffe al minuto per tutelare i consumatori dell’Unione attraverso una sorta di calmiere dei prezzi ribassato, con un listino che tiene conto di una media studiata sull’Europa dei 25. Il costo massimo del roaming all’ingrosso, a livello nazionale, sarà dunque pari al doppio del mobile termination rate, cioé circa 24 centesimi di euro al minuto. Il limite massimo per le tariffe al minuto praticate all’utenza finale si attesta invece attorno ai 31 centesimi di euro per le chiamate nazionali e a 47 centesimi per quelle internazionali.

Il piano allo studio della commissione prevede anche l’eliminazione delle tariffe roaming-in praticate su chi riceve la chiamata. Si tratta di linee di intervento che trovano in pieno disaccordo gli operatori mobili, secondo i quali la nuova regolamentazione toglierebbe risorse, danneggiando gli investimenti nel settore mobile. Secondo i provider della telefonia, una sana competizione rappresenta la strada migliore per un abbassamento delle tariffe; un’opinione che trova il sostegno della Gsm Association, la quale ritiene la proposta inutile in quanto il libero mercato sta già apportando riduzioni sostanziali ai costi dei servizi di roaming.

Fino ad oggi le tariffe elevate del roaming venivano attribuite sia alla co mplessità di gestire la comunicazione attraverso una pluralità di sistemi di networking distribuiti sui territori delle varie nazioni sia alle difficoltà di gestire la fatturazione relativa alle chiamate cellulari. In ogni caso, non c’è dubbio che il roaming sia un’ottima fonte di reddito per gli operatori, rappresentando oltre il 20% dei ricavi. La Ue ha calcolato che circa 147 milioni di persone in Europa utilizzano il cellulare per fare chiamate extranazionali, facendo realizzare ai provider della telefonia profitti che si aggirano attorno agli 8,5 miliardi di euro.

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