Autodesk fra nuove sfide ed eredità del passato

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Focus sul 3D ma senza trascurare il patrimonio 2D esistente, apertura verso i
grandi progetti infrastrutturali, democratizzazione della progettazione. Lungo
questi assi si muove lo sviluppo del produttore di AutoCad. Bene l’Italia, che
cresce del 21%, esattamente come la corporate.

Tra sviluppi interni e acquisizioni (come Alias), Autodesk può oggi contare su un portfolio di software per la progettazione e il design di un’ampiezza mai raggiunta in passato, spaziando dal manufacturing all’Aec (Architecture, Engineering and Construction), dai media and entertainment agli impianti, fino ai mercati geospaziali. Ecco perché tra gli obiettivi del futuro anche immediato c’è la volontà di portare la progettazione e la prototipazione più o meno alla portata di tutti, dagli studi professionali che costituiscono un zoccolo duro costruito con AutoCad fino alle possibilità offerte dai grandi progetti infrastrutturali.

Della ricchezza di gamma, congiunta a un brand consolidato nel tempo, ha beneficiato il fatturato della società, cresciuto del 21% a livello mondiale, per un totale di 1,9 miliardi di dollari. Hanno contribuito a questo risultato soprattutto i prodotti indirizzati alla progettazione 3D, come Inventor, Revit e Civil, cresciuti del 40% nel solo quarto trimestre dell’esercizio appena chiuso (oltre 150mila licenze vendute nell’ultimo anno), ma in generale tutta l’azienda mostra una salute più che solida, che certo si deve ancora in buona parte a quanto costruito con i prodotti 2D di bandiera e con la diffusione capillare presso professionisti e studi.

L’Italia ha fatto la sua parte, crescendo del 21%, esattamente quanto la corporate. ?E’ andata bene soprattutto se guardiamo ad alcuni mercati verticali ? spiega il direttore generale Gianni Graziani ? poiché abbiamo registrato un più 35% tanto nelle infrastrutture quanto nell’architettura, ma anche la più matura manifattura è cresciuta del 23%, mantenendo il ritmo degli ultimi quattro anni?. Secondo il manager, hanno contribuito al buon risultato il boom dell’edilizia e la ripresa dei progetti civili infrastrutturali in Italia: ?Ritengo che Autodesk abbia atout migliori rispetto alla concorrenza ? aggiunge Graziani -. Intanto, i prodotti consentono sempre di utilizzare al meglio quanto già esistente in azienda. E poi ci sono fenomeni specifici, come la delocalizzazione, dove noi possiamo far leva sul fatto che anche nei paesi dove il costo della manodopera è minore, la diffusione delle nostre tecnologie è buona?.

Anche per questo e il prossimo anno ci sono linee di sviluppo ben definite. oeci stiamo sempre più focalizzando sul 3D ? specifica Graziani ? anche perché ci sono studi di mercato che fanno capire come solo andando in quella direzione le aziende oggi ottengono risultati economicamente rilevanti. Ma non trascureremo il legacy 2D, anzi cercheremo di consolidarlo, agendo, laddove possibile, sull’interazione fra i due ambienti?. In questa direzione, si muovono novità come AutoCad Mechanical, ma anche Inventor, Showcase e AliasStudio, tutti aggiornati per meglio delineare l’approccio al prototyping digitale, oggi necessario per testare nuove idee prima di andare in produzione e, in ultima analisi, favorire l’innovazione di prodotto. Anche AutoCad Architecture 2008, Mep e Civil 3D hanno beneficiato di upgrade, che comprendono nuove funzionalità per il supporto al lavoro degli architetti o degli ingegneri civili, in modo da accrescerne produttività ed efficienza. Volendo scegliere, è su Revit, il software per l’architettura 3D e il Building Information Modeling, che Autodesk punta maggiormente per lo sviluppo, anche in Italia. La versione 2008 comprende numerose migliorie, soprattutto in termini di condivisione dei dati di progetto, grazie al consolidamento del formato Dwg, evoluzione del precedente Dwf e reso più affidabile in termini di comunicazione via Web e soprattutto sicurezza.

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