Windows Server cresce più di Linux

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Se per Vista è ancora presto per parlare di vero successo, l’offerta
enterprise di Microsoft mostra un’incontestabile solidità.

Nell’ultimo trimestre, mentre le vendite di server Unix hanno mostrato una certa stagnazione (solo + 0,5%) in termini di valore, quelle degli omologhi Windows hanno segnato un’ascesa pari al 10,4%, toccando la cifra di 4,8 miliardi di dollari e mostrando un dinamismo superiore a quello di Linux, anche se di poco (+ 10%). Secondo quanto comunicato da Idc, si tratta di un’inversione di tendenza destinata a ripetersi in futuro. Windows Server detiene oggi il 35% del mercato dei server, che ha un valore complessivo di 55 miliardi di dollari. Per avere un termine di paragone, Windows Nt, nel 1996, pesava meno del 20%.

Se si aggiunge al successo di Windows Server quello di Linux, la cui maggioranza di installazioni sono su macchine x86, l’altro grande vincitore è proprio l’architettura appena citata, che mette gli altri processori in un angolo. E fra questi, ironia della sorte, c’è anche l’Itanium, proprio di Intel.

Attorno a Windows Server, Microsoft ha costruito una gamma di strumenti (Dbms, middleware, tool di sviluppo) sul cui successo il costruttore ha oggi basato una nuova offensiva nel campo degli Erp e del Crm.

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