Vmware verso il cloud data center

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Greene (Vmware): la virtualizzazione trasformerà il data center. Arriva il thin hypervisor

Apre a Cannes la prima edizione europea dell’evento VmWorld e fa il pieno di partecipanti attesi ( 4500) e di partner ( 100 sponsor) e di annunci da parte di Vmware. Essi riguardano in generale un nuovo tipo trasformato di data center che Diane Greene, fondatrice e Ceo di Vmware, ha definito in apertura della manifestazione come ‘cloud data center’ sulle orme dell’ormai abusato ‘cloud computing’.

E’ toccato a un utente come Bt, particolarmente esigente e sviluppato a livello mondiale, e alle prese con una sessantina di data center sparsi in tutto il mondo, dare una dimostrazione sul campo di questo nuovo concetto che porta direttamente all’estremo stadio della virtualizzazione che si può realizzare virtualizzando tra loro i data center a livello planetario.

Prima di proporre nuove soluzioni e future strategie, Greene ha dichiarato l’inizio di un nuovo modello di computing, quello della virtualizzazione, in attesa di una ondata di data center di nuova generazione. E i risultati economici sembrano darle ragione. Il fatturato di Vmware ha toccato 1,3 miliardi di dollari con un crescita dell’88% anno su anno, facendo felici anche i più recenti azionisti della società. E Greene ha già ammesso un imminente obiettivo di 2 miliardi di dollari ora che anche Gartner ha ufficialmente definito la virtualizzazione come una tecnologia ‘mainstream’, con il 24% dei server mondiali orami virtualizzati. I clienti della società hanno superato la soglia delle 100 mila unità.

L’apertura degli annunci di soluzioni spetta a una nuova versione di Esx che è ora disponibile oltre che nella classica versione 3.5, anche in una versione sottile da 32 Mb. Su di essa i quattro più importanti fornitori mondali di server che sono clienti Oem di Vmware ( Ibm, Hp, Fujitsu Siemens e Dell) hanno realizzato versioni pacchettizzate dei loro server che , come spiega Alberto Bullani, country manager di Vmware per l’Italia, avranno un particolare appeal presso le aziende più piccole alle prese con una prima fase di consolidamento e concentrazione di più applicazioni su di un solo server. Mentre tutti vendor di server hanno annunciato soluzioni puntuali dei loro server in architettura x86 in formato rack e blade dotandoli di Esx 3i, Dell si è dichiarata pronta a fare consegne di tutta la linea di server PowerEdge già configurata in fabbrica con il nuovo thin hypervisor. Più proiettati verso il futuro – e Bullani non ne esclude uno ancora più remoto con la virtualizzazione sui terminali mobili – sono gli altri studi di fattibilità presentati all’evento da Vmware e legati alla virtualizzazione del desktop a partire da evoluzioni di Workstation , che resta il progetto base da cui è nata Vmware una decina di anni fa.
In Vmware i massimi dirigenti si sono adoperati per spiegare la differenza tra l’approccio della società ( Esx) alla virtualizzazione dei server nei data center più complessi rispetto all’imminente soluzione di Hyper –V che verrà fornita con Windows Server 2008 di Microsoft: “ niente più che una ennesima estensione funzionale del sistema operativo”. Ma la fondatrice di Vmware guarda più in là e annuncia una serie di prodotti che operano sulla base dalla piattaforma tecnologica di virtualizzazione a livello di gestione dei processi nei data center.

Come ha spiegato a Network News Lionel Cavalliere, marketing manager Emea di Vmware per i prodotti, ormai le macchine virtualizzate che popolano l’infrastruttura IT sono solide stabili nel tempo e non si fermano più . Tuttavia l’adattamento delle applicazioni al nuovo business aziendale ha creato lo necessità di una gestione del ciclo di vita delle macchine virtuali in analogia con quanto avviene con le macchine fisiche, dalla prototipazione della applicazioni, al loro clonazione per il deployment iniziale, fino alla loro messa a riposo o alle attività di ripristino in caso di incidenti. Ecco allora che entro il primo semestre di quest’anno arriveranno quattro nuovi prodotti per la gestione e l’automazione dei servizi IT sulla piattaforma Vmware Infrastructure. Lifecycle Manager aiuta gli amministratori IT a realizzare una gestione automatica e coerente della vita delle macchine virtuali: approvazione, impiego, aggiornamento e ritiro. Più specifiche per la gestione delle varie fasi di sviluppo di applicazioni virtualizzate sono Lab Manager e Stage Manager. Infine per la business continuity Site Recovery Manager indirizza i temi del backup e del ripristino dei data center. Continua Cavalliere: “ superate le soluzioni di siti fisicamente duplicati che non sono poi adeguatamente controllati e testati per il ripristino (“ un test quasi impossibile da fare”) si va oltre l’esatta duplicazione dell’hardware con una gestione automatizzata e provata dei piani di recupero attraverso la virtualizzazione”. Come ripete Greene, “l’automazione è il prossimo livello del data center virtuale , il cloud data center”. Il data center viaggerà su binari di servizio totalmente automatizzati. La gestione dei silo IT e la loro integrazione nei sistemi tradizionali, come Tivoli e Openview ( che si sono da poco integrati con Soa e virtualizzazione), resta un passo indietro: “ dopo 10 anni siamo ancora il numero uno”, ha ripetuto più volte Greene.

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