Una PA più tecnologica

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Lo promette Luigi Nicolais, Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella
Pubblica Amministrazione

Riformare la Pubblica Amministrazione introducendo tecnologia. Questo è l’obiettivo ? non da poco visti gli scarsi successi dei suoi predecessori – che si è posto il ministro Nicolais, come ha spiegato lui stesso nel corso di un intervento a un convegno sull’innovazione nelle reti di Tlc e nel sistema produttivo del Paese, tenuto il 31 gennaio scorso all’Università Bocconi di Milano. La tecnologia non dovrà trovare impiego solo per fare le stesse cose di sempre con nuovi strumenti: questo passo, peraltro indispensabile, dovrà essere solo la fase 1. ?Prendiamo ? dice il ministro – il trasferimento dei documenti cartacei su supporto elettronico: si tratta di una cosa necessaria ma questo corrisponde un po’ a scrivere con il computer invece che con la penna. Non bisogna fermarsi qui, bisogna pensare a fare le cose in modo diverso, ossia cambiare l’organizzazione del lavoro ripensando le procedure in funzione non solo di come sono oggi le leggi ma anche di come potranno essere in futuro. È questa la fase 2 quella in cui la tecnologia potrà veramente fare da volano al rilancio della competitività del Paese?.

Ciò non potrà essere fatto dall’oggi al domani, ma Nicolais ha già chiare alcune tappe. Si comincerà con l’interoperabilità tra le amministrazioni centrali in modo da rendere possibile lo scambio dei dati tra tutti i vari data base. Su questo fronte siamo già avanti, tanto che l’obiettivo dovrebbe essere raggiunto entro aprile 2007. Si dovrà aspettare di più, ma non molto, per l’interoperabilità tra amministrazioni periferiche e amministrazione centrale: la data prevista è fine 2008. Nel frattempo proseguirà la diffusione della larga banda su tutti il territorio, un processo da concludersi entro il 2008.

Finalmente prenderà corpo l’annoso progetto della carta d’identità elettronica che alla fine sarà un documento che non conterrà dati riservati ma che permetterà l’accesso ai data base e di interagire con tutti i sistemi della Pubblica Amministrazione. Infine, per facilitare quel cambiamento culturale dei dipendenti pubblici che più volte in passato il ministro aveva dichiarato fondamentale, è in progetto la creazione di una scuola superiore della Pubblica Amministrazione. Obiettivi: fornire le competenze amministrative necessarie e formare uno spirito di corpo, un po’ come succede in Francia grazie all’Ena ? École nationale de l’administration, che in oltre 60 anni ha formato una vera e propria casta di superburocrati tanto che per loro è stato creato il nome di ?énarque?.

I propositi del ministro sono senz’altro degni di lode: speriamo vengano puntualmente attuati.

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