Tibco, la strada della Soa passa per la governance

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Lo sviluppo di progetti di integrazione con architetture service oriented va governato. Pronta la versione 2.0 di Active Matrix

Risultati di crescita lusinghieri per Tibco Software, anche in Europa dove realizza il 40 % del suo fatturato, e prime mosse a livello di prodotto con un nuovo passo in avanti nelle soluzioni di middleware. Quella che i suoi responsabili definiscono come “ l’unica azienda di middleware che è stata in grado di generare profitti per 17 trimestri consecutivi” prende atto che, per non essere messa in un angolo, stretta tra altri competitor produttori di middleware e fornitori di soluzioni applicative che stanno creando una loro piattaforma di integrazione tramite architetture Soa e di web services, deve esplorare i mondi adiacenti delle soluzioni di business intelligence o di analisi predittiva.
Per ottenere questo obiettivo la società cresce per acquisizioni, l’ultima è quella di Spotfire.

L’acquisizione, conclusa negli ultimi mesi dello scorso anno, viene pensata come strettamente complementare allo sforzo di Tibco verso quello che viene definito dalla società come “ predictive business”. Tibco vuole arrivare ad offrire una infrastruttura di middleware in grado di trarre vantaggio dalla gestione degli eventi in tempo reale per arrivare ad assistere le aziende nel prendere decisioni, sempre in tempo reale. In più questa strategia funziona come grimaldello per scardinare lo status quo di soluzioni legate a sistemi proprietari. In sostanza il problema è cosa fare delle informazioni di business generate tramite le attività di integrazione ottenute con la Soa e spesso sistemate senza portare frutti nei datawarehouse aziendali. Una delle attività più tipiche nel settore bancario sono ad esempio la prevenzione delle frodi e le attività di arbitraggio. Come spiegano in Tibco, “ la business intelligence è una cosa del passato. E’ come guidare un’auto guardando nello specchietto retrovisore, mentre il vero compito di un’attività predittiva è di guidare l’azienda guardano avanti attraverso il parabrezza”.

Tornando invece alle attività più strettamente legate alle soluzioni Soa, la novità di questi giorni è il rinnovo della piattaforma di middleware Active Matrix. La release 2.0 porta un‘importante novità . Nel complesso delle architettura service oriented in cui non ci sono standard, o forse se ne creano troppi, serve riportare ordine attraverso un’attività di governance e di controllo tra i diversi dipartimenti di sviluppo. Dando per scontati la piattaforma e i tool di base – Java oppure .Net – Tibco punta a far migliore i processi del business aziendale già attraverso una migliore collaborazione tra architetti di sistema, sviluppatori e analisti. Una funzionalità, chiamata Integrated Service View, permette di tenere sotto controllo le dipendenze e gli effetti dei cambiamenti di progetto sulle varie applicazioni. La messa in produzione e la governance di un progetto basato su architetture Soa occupano molta parte del tempo di chi lo sta sviluppando.

In un momento in cui, per ammissione stessa dei dirigenti di Tibco, il mondo Soa attraversa quella che negli Hype Cycle di Gartner viene presentata come “fase di disillusione” e gli standard sono “immaturi”, una iniezione di maggiore coordinamento e credibilità non può che giovare . In Italia Tibco dispone già di un primo riferimento concreto di applicazione di Active Matrix in Fiditalia, società di credito al consumo legata al gruppo Société Général che passerà tramite BusinessWorks ad Active Matrix come elemento integrante per la gestione e la creazione di nuovi servizi e per l’utilizzo di quelli già esistenti.

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