Senza regole l’Rfid in Europa crescerà meglio

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Intervenendo al Cebit, la commissaria europea per la società
dell’informazione Viviane Reding ha precisato di non voler creare un
regolamentazione in materia per non ostacolare la crescita economica del
comparto.

?Ogni anno vengo qui per annunciare una nuova regolamentazione. Oggi non sarà così?. Molto attesa al Cebit per l’intervento sul tema dell’Rfid, Viviane Reding, commissaria europea per la società dell’informazione e dei media, ha spiegato che ?malgrado la pressione dl alcuni stati che vorrebbero regolare tutto?, la Commissione Europea ha deciso, dopo un anno di analisi e studi, di non pubblicare alcuna normativa specifica sull’Rfid. La Reding ha lanciato agli industriali un messaggio chiaro: investite in un mercato più che pormettente, anche perché non troverete ostacoli. L’unica distinzione, per quanto non banale, riguarderà il rispetto di confidenza sui dati personali.

Sono soprattutto di carattere economico le considerazioni che hanno fatto maturare nella Commissione questa decisione. Se si prende in considerazione il valore aggiunto (software, hardware, servizi) legato al mondo Rfid, oeil mercato europeo potrebbe passare dai 500 milioni di euro del 2006 a oltre 7 miliardi nel giro di dieci anni?, ha sottolineato la Reding. La Commissione Ue ha prestato fede a uno studio della Deutsche Bank, in base al quale il tasso di crescita del mercato Rfid in Europa è oggi del 45%, mentre quello mondiale è del 60%. Dunque, occorre già ora allinearsi.

La commissaria ha anche citato un sondaggio online al quale hanno partecipato 2.190 fra semplici cittadini europei (il 70% del campione), industriali, ricercatori o istituzioni pubbliche. Ne è risultata soprattutto una mancanza di informazioni sulle etichette a radiofrequenza, così come diverse inquietudini sulla sicurezza della vita privata. Per esempio, il 74% del campione ha mostrato preoccupazione perché i dipendenti delle aziende potrebbero, via Rfid, seguire o controllare le loro colleghe dentro e fuori gli uffici. La Reding ha pertanto annunciato che la Commissione rivedrà entro la metà dell’anno la direttiva ?vita privata e comunicazioni elettroniche?, per tener conto anche delle applicazioni Rfid.

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