Più focalizzata la strategia di Sun

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La società californiana ha varato un piano chiamato Redshift, che concentra
l’interesse su tre aree ad alto potenziale di crescita: rilascio di contenuti
digitali, high-performance computing e servizi per le Pmi.

Cambiano i progetti strategici di Sun. O almeno si focalizzano meglio, sulle aree giudicate a potenziale di crescita più elevato. Dietro il nome di Redshift, si cela una strategia che servirà all’azienda californiana per concentrare la propria attenzione su tre aree prevalenti: il rilascio di contenuti digitali, i servizi per lo small and medium business e l’high-performance computing (Hpc). Secondo quanto espresso dai vertici della società, l’idea sottesa alla strategia è lo smarcamento dalla cosiddetta legge di Moore, secondo la quale la potenza elaborativa raddoppia ogni diciotto mesi, mentre i prezzi tendono costantemente a calare. Sun non vede alcun potenziale di business in un campo ormai considerato a livello di commodity e che comprende ambiti applicativi come la contabilità, le paghe o l’automazione di specifiche funzioni di business.

In cima alla lista degli interessi di Scott McNealy e soci, invece, ci sono i contenuti digitali, come il video-sharing in stile YouTube o la distribuzione di video sui telefonini. Sul fronte Hpc, le aziende dell’automotive, del petrolchimico, dei servizi finanziari e di alcuni segmenti manifatturieri vengono giudicate come obiettivi ad alto interesse, mentre le Pmi potrebbero essere raggiunte attraverso canali che rivendono e indirizzano questo comparto, come Salesforce.com, eBay o WebEx (recentemente acquisita da Cisco).

Questa visione dei mercati dovrebbe servire a Sun per raggiungere il prefissato obiettivo di chiudere con un margine operativo del 10% nell’anno fiscale 2009. Nel secondo trimestre del 2007, per avere un termine di paragone, questo valore è stato del 2,9%.

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