Per Nokia-Siemens i guai arrivano dagli Usa

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Il governo di Washington chiede l’applicazione di restrizioni alla già
travagliata joint-venture

Ancora guai per la nascita della joint venture tra Nokia e Siemens. L’operazione, il cui valore supera i 16 miliardi di euro, dovrebbe creareun colosso europeo nell’ambito delle infrastrutture di rete, capace di competere con giganti come Alcatel-Lucent e Cisco Systems. Dopo i problemi derivanti dalle questioni che hanno visto i manager di Siemens coinvolti in casi di corruzione e concussione costringendo i responsabili di Nokia a rimandare la data della nascita della joint-venture in attesa che si facesse chiarezza, ora è la volta di ingerenze da parte della Commissione sugli investimenti esteri nel governo Usa.

Così come accadde quando Alcatel comprò Lucent, anche in questo caso, benché entrambe le società siano europee, il governo di Washington accampa ragioni legate alla sicurezza nazionale per imporre restrizioni all’operazione prima di dare la sua approvazione.

Secondo alcuni analisti il comportamento del governo Usa segna una svolta importante nel porre il veto sulle operazioni che riguardano aziende non statunitensi; veti che raramente vengono posti quando a fondersi sono aziende nordamericane.

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