Oracle riorganizza lo sviluppo prodotto

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In gioco anche la variabile Bea Systems

In coincidenza con le prime affermazioni di interesse di Oracle verso Bea Systems, Sergio Rossi country leader di Oracle Italia, ricordava a un evento sulla business integration con Reply la portata della fame di acquisizioni di Oracle: 40 aziende acquisite in due anni per un investimento di 25 miliardi di dollari di capitalizzazione. Per Rossi, nello stesso periodo, anche Ibm e Microsoft hanno proceduto più o meno allo stesso numero di acquisizioni, ma verso società con una capitalizzazione inferiore.

Alla capacità di sviluppo e integrazione di soluzioni , non solo nel middleware , anche con partner strategici, come in Italia è Reply (?per le sue competenze anche in campo di disegno architetturale e di competenze di processo?), Oracle aggiunge una capacità interna di generare ricerca e sviluppo coinvolgendo 15 mila persone e spendendo il 13% del suo fatturato.

Ma come ricordava Rossi, in Oracle si pensa che una crescita organica non basta per seguire l’innovazione. Oracle vuole cavalcare anche il trend attuale di consolidamento che riguarda da poco anche le aziende di tecnologia cogliendo opportunità in termini di prodotto e di competenze. Nel campo specifico del middleware le partnership di Oracle richiedono anche partnership di competenza.

Intanto però Oracle non trascura una continua riorganizzazione interna. L’ultima a quanto pare sta avvenendo proprio una settimana dopo l’offerta da 6,7 miliardi di dollari di Oracle per Bea Systems. Oracle sta riorganizzando il suo gruppo interno di sviluppo prodotti. Al suo interno opera un gruppo che si occupa del applicazioni di Fusion , la suite delle applicazioni che hanno lo scopo di integrare i prodotti e le soluzioni appena acquisiti dall’esterno. Se Bea verrà comprata da Oracle lì affluiranno le responsabilità dell’integrazione dei suoi prodotti.

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