Oracle partecipa al ballo della virtualizzazione

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Anche il leader dei database lancia un proprio tool battezzato Oracle Vm e basato su Xen.

Tutti vogliono una fetta della torta promettente della virtualizzazione. L’ultima arrivata su questo fronte è Oracle, che ha appena annunciato un proprio tool, battezzato Vm. Già dal nome si capisce coma vada a inserirsi sul terreno presidiato oggi soprattutto da VmWare (53% a livello mondiale e 35% in Europa), ma già adocchiato da Microsoft o Citrix (che ha da poco acquisito XenSource).

Oracle Vm è basato sull’hypervisor open source Xen e viene proposto in download gratuito sul sito Internet del costruttore. In parallelo, il vendor proporrà alle aziende un supporto a pagamento ventiquattr’ore al giorno e sette giorni su sette, a partire da 499 dollari all’anno per macchine fino a due processori e da 799 dollari per un numero illimitato di processori.

Naturalmente, Vm sarà certificato con tutte le applicazioni Oracle, dal database al middleware Fusion, da Application Server a Enterprise Manager, per arrivare a tutte le applicazioni, come E-Business Suite, PeopleTools, Siebel 8 e Hyperion. Esso permetterà di far girare macchine virtuali sotto Windows Server 2003, ma anche Linux (Oracle Enterprise Linux e Red Hat). Il tool ospita già immagini di macchine virtuali preconfigurate di Oracle Database e Oracle Enterprise Linux, allo scopo di accelerarne l’implementazione.

Per parte sua, Microsoft ha appena comunicato che il proprio hypervisor Viridian, che dovrebbe far parte di Windows Server 2008, sarà commercializzato anche separatamente, con il nome di Hyper-V, a un prezzo di 28 dollari. La versione stabile del tool, tuttavia, è prevista solo nel secondo semestre del prossimo anno.

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