OpenDocument lasciato per strada

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La OpenDocument Foundation ha deciso di abbandonare il formato di OpenOffice a vantaggio di Cdf, nato in ambito W3C.

Con un simile, la ragion d’essere della OpenDocument Foundation sembrerebbe evidente. Ciò non toglie che l’organismo abbia deciso di rinunciare a far leva sul formato omonimo di OpenOffice (Odf), per privilegiare un concorrente, creato nell’ambito degli organismi di standardizzazione. La storia fa rumore nella comunità, ma non bloccherà i futuri sviluppi di Odf. Fin qui, l’ OpenDocument Foundation era considerata uno dei principali sostenitori. I suoi creatori si erano impegnati nella realizzazione di un plug-in che avrebbe permesso di convertire senza problemi documenti OpenOffice all’interno di Microsoft Office. Il successo, però, non è arrivato.

A questo punto, la fondazione ha scelto il Compound Document Format (Cdf), misconosciuto progetto del W3C, ovvero uno dei principali organismi di standardizzazione nel mondo Internet. Si tratta di un oggetto nato dalla combinazione di diversi formati Web, come Xhtml o Xforms. Per il momento, Cdf sembra destinato soprattutto al mondo della telefonia mobile e conta fra i sostenitori Opera e OpenWave.

Come risultato della separazione, il convertitore per Microsoft Office non sarà più realizzato e la fondazione ne proporrà uno analogo con Cdf. Tuttavia, gli sviluppi procedono e la versione 1.2 sarà presto disponibile. Essa conterrà OpenFormula (specifica per l’inclusione di formule matematiche) e un modello di metadati.

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