Nasce in Europa un altro gruppo open source

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La Open Solutions Alliance (Osa) ha avviato un’attività diretta sul Vecchio Continente

La Open Solutions Alliance (Osa), un consorzio che si occupa di interoperabilità fra i software open source, ha aperto un capitolo europeo, in ragione dell’alto numero di progetti software sviluppati dalla comunità nel Vecchio Continente. Finora, l’Osa aveva avuto una focalizzazione solo americana, ma è l’Europa a originare il maggior numero di progetti open source e questo spiega l’espansione.

Il capitolo europeo dell’Osa sarà formalmente incorporato entro i prossimi novanta giorni e inizierà a occuparsi delle necessità di interoperabilità che scaturiscono dai lavori avviati in Europa. La decisione di espandere le attività nasce qualche mese fa, quando i dirigenti dell’Osa furono contattati da un gruppo di aziende europee, che stava pensando di avviare in proprio un consorzio sul Continente. Osa ha sempre interpretato globalmente il proprio lavoro, ma questo approccio ha creato una riflessione sulla presenza in Europa, che ha generato l’apertura del capitolo.

Naturalmente, esistono altri consorzi in Europa, ad esempio l’OpenForum, ma in molti casi di tratta di iniziative create per svolgere azioni di pressione, mentre Osa si focalizza sulle applicazioni di business e sulla loro interoperabilità. I produttori del mondo open source hanno esigenze connesse all’interoperabilità, perché spesso si tratta di realtà piccole e mirate. Non è escluso che in futuro si aprano altri capitoli in altre regioni del mondo, soprattutto in Asia e America Latina.

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