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Microsoft Office 2010 incontra le aziende

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E’ disponibile per le imprese la nuova suite di produttività che gioca le proprie carte proponendo software e servizi per lavorare bene in ambienti misti, in locale come on the cloud, lasciando la scelta agli utenti. Appuntamento nei negozi il 15 giugno

Basta uno sguardo indietro per capire che la suite di Office di strada ne ha fatta parecchia fino a cambiare volto, perché ora la produzione dei contenuti è davvero solo il primo gradino, nel flusso di lavoro, e la ‘collaboration’ diventa un aspetto fondamentale sia quando si sceglie la modalità “on premise“, sia quella “on the cloud“. Ed è questo l’assunto su cui nasce Office 2010.

Fino al ’95 ogni programma ha vissuto di vita propria, poi la prima suite e, a cadenza regolare, il rilascio di tutte le altre. Ora Will Golding, direttore Business & Marketing Organization in Microsoft, presenta Office 2010 come il risultato di un work in progress cui hanno partecipato 8,6 milioni di utenti e 84 mila italiani, ma anche 1,5 miloni di persone che hanno utilizzato i servizi online, una cifra che qualcosa spiega sul futuro della cloud”. E’ davvero work in progress perché mai come per questa versione – prosegue Golding - “tra alpha, beta, technical preview… Office 2010 ha continuato a crescere, tanto che anche l’idea di avere una data precisa di lancio perde quasi un po’ di significato”.

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Will Golding, direttore Business & Marketing Organization in Microsoft

E’ così, perché la suite nei prossimi mesi continuerà a guadagnare migliorie, soprattutto nell’ambito dei social network, mentre per ora l’integrazione sembra riuscita e compiuta per Linkedin e MySpace, ma non per Facebook e gli altri a seguire. Microsoft gioca la carta Office 2010 presentandolo invece nella piena maturità per le aziende, con tanti miglioramenti proprio per quanto riguarda la collaboration, la possibilità di lavorare in ambienti misti: online e offline, la marcia in più rispetto alla proposta Google. Il formato nativo dei file immutato (rispetto alla ‘major’ Office 2007), ribbon portati su tutte le applicazioni (anche Outlook), ma soprattutto SharePoint 2010, completano l’offerta e le potenzialità della suite che deve essere pronta per i bisogni delle imprese in uno scenario in cui secondo Gartner l’84% della forza lavoro si trova a operare già in modalità remota e nel 2016, secondo Forrester, il 43% degli americani lavorerà da casa. Fabrizio Albergati, direttore del Gruppo Information Worker per Microsoft Italia, snocciola i dati Forrester secondo cui “Office 2010 consente un ROI del 300% in tre anni, e il raggiungimento del break even dopo appena 7,4 mesi dal deployment, SharePoint da solo vanta un Roi del 108%, ma ha un break even più lungo, a 12 mesi”.

Office 2010 è destinato nell’idea di Microsoft ha costituire il collante trasversale per collaborazione, comunicazioni unificate, business intelligence, gestione del contenuto e Search Enterprise e cerca l’integrazione anche con il mondo mobile. Per questo è già pronta la versione per i sistemi mobile Windows Mobile e per questo Microsoft ha preparato una versione anche per il mondo Nokia. E’ questo un avvicinamento il cui significato va ben oltre la semplice disponibilità del software, in un momento in cui la dialettica tra Microsoft e i vendor è quanto mai vivace. Tornando a Office, per quanto riguarda il licensing si registra la semplificazione delle versioni da 8 a 5, ma soprattutto il “nuovo” modello di distribuzione della suite. I vendor installano sui Pc un’immagine unica di Office 2010, gli utenti possono provarlo e acquistare poi le PKC (Product Key Card) per attivare il prodotto con un codice seriale. Quando Office 2010 sarà disponibile anche per il mondo consumer (15 giugno) la licenza Home Student costerà 99 euro, e la versione Home Business 199 euro.

Albergati sottolinea però la convenienza del nuovo licensing in ambito business e chiude: “Se pensate che con un investimento di 100 euro a persona, le aziende hanno a disposizione tutta la catena del valore Office, anche per quanto riguarda la collaboration…”