Linux ultrasicuro negli sviluppi di Red Hat e Ibm

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Dopo diciotto mesi di lavoro congiunto, le due aziende hanno portato Rhel 5 a
ottenere la certificazione di sicurezza più elevata dei Common Criteria.

Linux si issa al livello più alto della sicurezza per sistemi informativi civili. Dopèo diciotto mesi di lavoro la versione 5 di Red Hat Enterprise Linux ha ottenuto la certificazione di livello 4+ dell’Eal (Evaluation Assurance Level) dei Common Criteria, standard internazionale per la sicurezza dei sistemi informativi. Questa certificazione, la più alta disponibile per i sistemi It di uso civile, è stata ottenuta da Red Hat, in collaborazione con Ibm, per i profili Lspp (Labeled Security Protection Profile), Capp (Controlled Access Protection Profile) e Rbac (Role-Based Access Control Protection Profile). Essa garantisce che l’Os rispetti gli standard di sicurezza per lo scambio di informazioni ed è valida per Rhel 5 installato su sistemi Ibm delle serie x, p, z e BladeCenter. Il ?+? contenuto in Eal4 indica la conformità a Alc_Flr (correzione di errori sistematici).

Come hanno fatto Red Hat e Ibm a ottenere la certificazione, visto che Rhel 5 è disponibile solo da marzo? I due partner hanno risposto che la modalità di sviluppo Open Source ha permesso di lanciare la procedura di certificazione già nel settembre del 2005. Il riconoscimento è importante soprattutto in ambito governativo e quindi rappresenta una minaccia per Sun, che già dispone di versioni ?trusted? di Solaris. Ibm partecipa a un processo analogo anche per Sles 10 Sp1 di Novell.

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