L’ecologismo di Big Blue ha una formula: Business E³

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Energia, efficienza, economia sono parte integrante di una strategia Ibm
volta allo sviluppo di un’ecocompatibilità che porta risparmi energetici e una
maggiore produttività dei data center

L’attenzione di Ibm per l’ambiente e per il risparmio energetico risale al 1971, con l’elaborazione di un regolamento interno dedicato all’impatto ambientale. Un’attenzione che è proseguita negli anni: nel 1990 Big Blue è stata una delle prime aziende a pubblicare un Rapporto sull’ambiente, sulla sicurezza e sulla salute, concretizzando una soluzione che le ha permesso di ridurre le emissioni di anidride carbonica quasi del 40%.

La società, attivo promoter di una politica per la salvaguardia dell’ambiente, prosegue nel suo impegno ecologista, ponendosi l’obiettivo di ridurre l’uso dell’energia del 12% entro il 2012 rispetto al 2005. Tra l’altro, Ibm oggi ricicla il 77% del materiale non-nocivo, a cui si affianca la realizzazione di prodotti scomponibili in materiale riciclabile o recuperabile mentre dall’anno scorso il 28% di tutte le resine plastiche usate da Ibm hanno un contenuto di plastica riciclata.

Ispirandosi a principi di eco-compatibilità e di aumento dell’efficienza dei sistemi e delle server farm, Ibm intende condividere con i suoi clienti lo stesso piano di azione che utilizza per ristrutturare i propri data center, per garantire una maggiore efficienza attraverso una gestione intelligente delle fonti energetiche. La società, infatti, ha recentemente annunciato un complesso piano per combattere la crisi energetica e lo stanziamento di 1 miliardo di dollari per far progredire le tecnologia ?verde? e i servizi ad essa collegati.

L’iniziativa, chiamata “Project Big Green?, punta a ridurre drasticamente la crescita del consumo energetico nei data center per Ibm e i suoi clienti, trasformando le aziende e le infrastrutture pubbliche a livello mondiale in data center ?verdi?. La formula? Business E³, ovvero Energia, Efficienza, Economia. I risparmi, infatti, sono sostanziali: per un data center di 25mila metri quadri, i clienti saranno in grado di realizzare il 42% di risparmio energetico. Un risparmio che consdierati solo gli Stati Uniti equivale a 7,439 tonnellate di emissioni di carbone in meno all’anno.

Ibm gestisce attualmente l’infrastruttura tecnologica commerciale più grande del mondo con più di 8 milioni di metri quadri di data center in sei continenti. Adottando le stesse iniziative di efficienza energetica che offre ai suoi clienti la società prevede, nei prossimi tre anni, di raddoppiare la capacità informatica dei suoi data center senza aumentare i consumi energetici o il “carbon footprint?. Se paragonato al raddoppio della dimensione dei suoi data center tramite la creazione di nuovi spazi, Ibm prevede che questo aiuterà a risparmiare più di cinque miliardi di kilowatt ora di energia all’anno.

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