Le installazioni di Linux si sgonfieranno

Software
0 0 Non ci sono commenti

Con l’arrivo dei nuovi server, sarà Windows a progredire più rapidamente, secondo gli analisti.

Gli analisti, di questi tempi, si stanno confrontando sulla realtà dei sistemi operativi, alla luce degli ultimi dati riferiti al 2006. Si nota, soprattutto, un forte rallentamento dell’ascesa di Linux, fin qui (dal 2003) cresciuto del 45% all’anno nel mondo e invece capace di progredire solo del 10% lo scorso anno. Qualunque sia l’indicatore preso in considerazione, appare evidente che Windows Server cresce di più.

Le spiegazioni di questo fenomeno concordano su un punto. L’ascesa di Linux fin qui non è stata provocata dai possibili transfughi dal mondo Windows, bensì da migrazioni provenienti da Unix o Netware.

Nel 2000 un server su due girava sotto l’ambiente di Microsoft, poi venivano Unix e Netware, ciascuno con il 17% e infine Linux con il 10%. Oggi, Windows è passato al 70%, Linux si è issato al 20%, Unix è sceso sotto il 10% e Netware è sparito. Questo, in sostanza, significa che le migrazioni possibili, più o meno, oggi si sono completate e Linux ha fatto il pieno. Quindi, il suo progresso non potrà più essere della stessa entità.

Da parte sua, Windows progredisce grazie a vantaggi competitivi e tecnologici, come, ad esempio, la presenza di Exchange, che non ha un’alternativa degna di questo nome sotto Linux.

Fra gli osservatori, tuttavia, c’è anche chi difende Linux, sostenendo innanzitutto che è difficile misurare con precisione le installazioni di un sistema operativo gratuito. Inoltre, questo Os spesso viene implementato su macchine che necessitano di una seconda via e, inoltre, si tratta del candidato ideale per la virtualizzazione.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore