Le future regole delle telecomunicazioni fanno discutere a Bruxelles

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Il progetto del commissario Viviane Reding puntga a creare un ?gendarme?
paneuropeo delle Tlc e a imporre una ristrutturazione del mercato.

Il riassetto del mercato delle telecomunicazioni in Europa sta facendo discutere i rappresentanti dei vari paesi della Ue riuniti a Bruxelles. Il commissario per la Società dell’informazione Viviane Reding ha presentato un progetto fin qui soprattutto contestato dagli altri uffici della Commissione europea. La proposta di regolamentazione poggia sulla creazione di una authority paneuropea e sulla separazione funzionale fra operatori di rete e servizi. Questa divisione potrebbe essere imposta proprio dall’authority qualora le attività degli operatori interessati non siano su mercato concorrenziali.

I principali avversari del progetto sono il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes e quello all’Industria Gunter Verheugen, che obiettano come si tratti di una strada che farebbe aumentare la burocrazia e nuocerebbe agli investimenti. La posizione è condivisa dagli ex monopolisti nazionali dell’industria europea delle Tlc. I nuovi arrivati, invece, sostengono che il progetto è necessario per rafforzare la concorrenza. Il commissario ha rilevato come esistano problemi di libera competizione, soprattutto in settori come i servizi Internet a banda larga, e che non possano non essere regolati a livello nazionale o paneuropeo, come indicato nel suo progetto.

La separazione funzionale proposta esiste già nel Regno Unito e, secondo i sostenitori, porterebbe a una maggior chiarezza giuridica, evitando distorsioni della concorrenza fra i paesi dell’Unione. All’opposto, il commissariato alla Concorrenza ha redatto un documento che mette l’accento sugli effetti negativi di questa separazione, soprattutto per i futuri investimenti. Inoltre, la creazione dell’authority comporterebbe l’assunzione di 110 nuove persone.

La discussione è in corso ed eventuali emendamenti al progetto possono essere presentati, per essere approvati dai 27 paesi membri e dal Parlamento Europeo.

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