La licenza Gpl 3 non attrae gli sviluppatori

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A due mesi dal lancio, l’ultima versione della Gnu Public License ha sedotto
solo il 6% degli sviluppatori, mentre il 43% non ne vuole nemmeno sentir
parlare.

Decisamente, la versione 3 della Gpl (Gnu Public License) fatica a trovare che ne faccia uso. Dopo un periodo d’attesa prolungatosi per diciotto mesi, la licenza è stata resa pubblica nel luglio scorso, ma finora l’adozione nei progetti open source latita. La società di analisi Evans Data ha intervistato 380 sviluppatori, per scoprire come solo il 6% ne abbia fatto uso per almeno un progetto. I due terzi del campione non pensa di adottarla entro la fine dell’anno e il 43% pensa di non usarla mai.

Inoltre, se pure ci sono sviluppatori pronti a raggiungere progetti imperniati sulla Gpl 3, ce n’è un numero doppio che ha un orientamento contrario. Secondo Evans Data, sono soprattutto le restrizioni integrate nella nuova licenza a generare dubbi e disinteresse. Queste misure sono state pensate per evitare che si ripropongano accordi come quello fra Microsoft e Novell e impongono limiti su ciò che è possibile fare con programmi che aderiscano alla licenza. Gli sviluppatori sono confusi e divisi su questo fronte: ci sono i favorevoli e i contrari, ma anche quelli che semplicemente pensano che si tratti di restrizioni inapplicabili nella pratica. Queste perlplessità, va ricordato, hanno finora spinto Linus Torvalds a non portare Linux sotto Gpl 3.

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