La gestione modulare delle infrastrutture di Novell

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All’ultimo BrainShare di Salt Lake City, l’azienda ha presentato la nuova strategia Fossa

Dal BrainShare 2008, appena conclusosi a Salt Lake City, emerge l’immagine di una Novell di nuovo desiderosa di occupare un ruolo centrale nell’evoluzione dell’informatica aziendale. Il proponimento fa perno sul concetto non proprio originale di “agilità”, ma si declina sul fronte della gestione delle regole e delle identità.

Davanti alla platea di circa 5.500 partecipanti, il fornitore di SuSe Linux ha presentato la nuova strategia Fossa, che permetterà alle imprese di combinare e associare macchine fisiche e virtuali, in abbinamento a strumenti di amministrazione (Novell ZenWorks), servizi di gestione delle identità, software di collaborazione e sistemi operativi open source.

L’annuncio prefigura migliorie sa sul fronte dell’offerta Linux che su quella delle soluzioni di virtualizzazione (acquisizione di PlateSpin), dei tool di orchestrazione, della gestione di procedure e identità, conformità e così via.
Nell’ambito di Fossa, il sistema operativo SuSe Linux Enterprise dovrebbe soprattutto integrare le ultime tecnologie di virtualizzazione, nelle speranze di Novell anche attraverso il lavoro della comunità aperta di sviluppatori. Più globalmente, Fossa sembra essere un mezzo per razionalizzare l’utilizzo congiunto delle differenti offerte infrastrutturali, da Linux a ZenWorks, ora interpretabili come componenti di un’unica architettura. Non un cambiamento radicale, in sostanza, ma il tentativo di fare chiarezza sull’offerta, all’interno e poi all’esterno, puntando sul tema dell’infrastruttura adattabile già seguito dalle varie Hp, Ibm e Microsoft.

Al centro di Fossa, Novell vuole utilizzare le capacità modulati di Linux per creare quelle che vengono chiamate “distribuzioni fisiche” (Distros), a tutti gli effetti dei sistemi operativi host che girano su server fisici. L’altra componente è rappresentata dalle distribuzioni virtuali (Virtual Distros), che integreranno un sistema operativo “invitato”, che si tratti di Windows o Linux, così come middleware e applicazioni. Le distribuzioni virtuali presenteranno tutti gli standard che permettono di raccordarsi alle soluzioni di amministrazione, così come ai tool di gestione delle identità e della compliance prodotte da Novell. I vendor indipendenti potranno abbinare le loro applicazioni ai Virtual Distros, in modo tale che le imprese possano implementarle. Esse possono essere installate su un server, poi copiate e implementate on demand, in modo dinamico e in funzione delle necessità.

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