Infrastruttura It più chiara con il software Ibm

Data storageSoftware
0 0 Non ci sono commenti

La nuova versione di Tivoli Provisioning Manager (Tpm) promette una gestione meno complessa del provisioning dei server

L’automazione dei data center in modalità cloud computing dà la possibilità di eseguire attività informatiche attraverso una rete di risorse distribuite e accessibili a livello globale e non su macchine locali o centri di calcolo remoti. Effettua dinamicamente il provisioning e l’allocazione delle risorse per compensare gli sbilanciamenti nel carico di lavoro di specifiche risorse IT . La versione Ibm del cloud computing porta il nome di Blue Cloud.

Una nuova versione di Tivoli Provisioning Manager (Tpm) di Ibm arriva come parte dell’iniziativa Ibm per il cloud computing. Aiuta ad automatizzare meglio la domanda di risorse IT in continua evoluzione e a gestire il consumo di energia, ponendo i server in modalità standby quando non vengono utilizzati e riportandoli automaticamente in modalità attiva quando è necessario.
Le nuove funzionalità contribuiscono a semplificare l’installazione del software, a migliorare la distribuzione, a monitorare le risorse IT in tutta l’azienda e a creare pacchetti di automazione riutilizzabili per eseguire attività complesse. In particolare, Tpm 5.1.1 può gestire tecnologie di virtualizzazione, risorse di storage basate su SAN e NAS e dispositivi di rete quali router, switch, firewall e bilanciatori del carico. Consente inoltre alle aziende di automatizzare le procedure e i processi di data center, modificando i pacchetti di automazione o creando nuovi pacchetti conformi alle best practices aziendali.

Secondo i tecnici di Ibm , Tpm consente agli amministratori It di avere una chiara visione dell’infrastruttura aziendale, ma non la mostra come un insieme di server, bensì come una struttura organizzata per processi: server di email, server per il Crm, Web server, ecc. Questo consente di evidenziare un contesto migliore nel quale attuare eventuali cambiamenti. Tpm è in grado di coprire fino a 16 diverse relazioni applicative tra i server. Ciò avviene attraverso l’integrazione con Tivoli Application Dependency Discovery Manager (Taddm) che fornisce una vista completa del complesso delle applicazioni creando e gestendo una mappa dell’infrastruttura applicativa.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore