In Europa Tlc ancora poco liberalizzate

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Dalla Commissione Europea arrivano nuovi avvertimenti alle compagnie
nazionali di telecomunicazioni per favorire la concorrenza.

L’Europa ha ancora molta strada da fare sul percorso delle liberalizzazioni, soprattutto nel campo delle telecomunicazioni. L’apertura dei mercati, infatti, non ha portato quella sana competizione che ci si sarebbe aspettati in quanto molte nazioni tentano più o meno velatamente di proteggere le società di bandiera.

La vigilanza della Commissione Europea ha stilato un rapporto che ha preso in esame oltre 600 notifiche presentate dalle National Regulatory Authorities (Nras), ovvero le autorità regolamentatrici nazionali incaricate di analizzare e verificare il grado di competizione esistente, valutando quali progetti a breve e medio termine siano necessari per una competizione effettiva come, ad esempio, quali obblighi per l’accesso e l’interconnessione, quali i costi e via dicendo. I Nras effettuano i loro controlli insieme al Commissario responsabile delle telecomunicazioni secondo una procedura che va sotto il nome di Articolo 7, accertando che le normative di ogni singolo stato membro corrispondano a quelli delle politiche della Ue.

Dai controlli effettuati è emerso uno scenario tutto sommato positivo, perchè la competitività ha portato a tariffe più basse e una maggiore scelta per tutti i consumatori del Vecchio Continente. L’obiettivo finale è dunque quello di proseguire su questa strada, cercando di rimuovere gli ultimi ostacoli per spianare la strada a operatori e servizi di tipo paneuropeo, combattendo ogni tentativo nazionalistico finalizzato a frenare questa evoluzione. La spagnola Telefonica, per esempio, proprio all’inizio del mese è stata sanzionata con 152 milioni di euro di multa per aver tenuto il prezzo della banda larga di un 20% più alto rispetto agli altri stati membri.

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