Ibm sempre più Service Company

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Big Blue si aspetta entro il 2010 di generare metà del proprio profitto con
il software

Attestandosi al 40%, l’anno scorso la componente software ha giocato il suo ruolo sul fatturato Ibm. Quest’anno le previsioni aziendali puntano a un rialzo progressivo, proiettando per i prossimi tre anni un ulteriore incremento sui margini del software tale da arrivare a una uguale compartimentazione dei profitti tra hardware e software.

Visti i bassi margini dell’andamento dell’hardware, ben si comprendono i piani di sviluppo e le prospettive di Big Blue, che da tempo si sta riposizionando sul mercato mondiale come Service Company. Non a caso, dunque, al tradizionale incontro con gli azionisti presso il T.J. Watson Research Center di New York, il management ha illustrato i piani relativi al rafforzamento della propria Services Business da cui, al momento, provengono circa la metà dei profitti e per cui è previsto un’ulteriore crescita percuentuale di due punti entro il 2010.

Uno dei driver che contribuiranno a far lievitare gli utili della società di Armonk è la virtualizzazione: le stime sono che nei prossimi tre anni questo tipo di tecnologia e il suo indotto contribuiranno a generare 1 miliardo di dollari in più di fatturato.

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