I paesi dell’Ue faticano a trovare un accordo sul roaming

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Annunciata al Cebit come quasi certa entro l’estate, l’intesa sta
incontrando ostacoli sulle regole inter-europee.

L’Unione Europea non è riuscita a trovare un’intesa sui passi che dovrebbero portare a regolare i costi di roaming per le chiamate da e verso cellulari dall’estero per i cittadini dell’Unione stessa. Ora, la speranza è che il Parlamento Europeo, una delle tre istituzioni che sono chiamate a intervenire sui dettagli del regolamento tariffario, possa trovare un compromesso con i ministri per far sì che i consumatori possano scegliere di avvalersi di un tetto definito e non di usufruirne perché imposto automaticamente per tutti.

Una prima proposta del Parlamento, che prevedeva un massimo di 40 cent per le chiamate effettuate e di 15 cent per quelle ricevute pareva pronta per l’approvazione, ma la presidenza dell’Ue (tedesca) ha rilanciato, alzando entrambi i tetti proposti e portandoli a 60 e 30 cent. La dilazione sembra essere il frutto anche dell’azione di lobbying dei carrier, contrari a ogni forma di tariffa imposta a livello comunitario. Il voto del Parlamento sulla definizione delle regole, inizialmente prevista per la settimana prossima, rischia ora di slittare al 21 maggio.

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