E’ Visiant il nuovo nome di Softpeople Group

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Presentati il nuovo brand e le strategie organizzative e tecnologiche del
gruppo italiano specializzato nell’offerta di soluzioni e servizi It, che conta
nei prossimi anni di quotarsi in borsa

Dietro al cambiamento di un brand c’è sempre qualcosa di molto importante. Potremmo definirla una svolta evolutiva. In questo caso, poi, il marchio Softpeople Group si era guadagnato nel mondo dell’Ict uno spazio e una visibilità notevoli in soli 6 anni di attività. Perché dunque cambiare?
Softpeople Group è cresciuta a un ritmo del 30-35%, anno su anno, passando da 33 milioni di fatturato del primo anno agli attuali 125 milioni. L’azienda era diventata una realtà di nove società rispetto alle tre iniziali e i ricavi hanno raggiunto i 20 milioni di Euro. Una partenza al fulmicotone ribadita negli anni con il raddoppio del numero di business unit e la crescita dei dipendenti e soprattutto dei ricavi complessivi. Uno sviluppo che acquista maggiore valore perché in controtendenza rispetto ai trend generali del mercato It degli ultimi anni.
È ben comprensibile, dunque, la melanconia del presidente Luciano Marini quando ha fatto l’annuncio, ma nonostante tutto ha spiegato senza esitazioni come il ?re-brand? serva a valorizzare un nuovo corso che riguarda l’organizzazione (ristrutturazione interna al gruppo) e una precisa scelta strategica (posizionamento sul mercato) da ottenere con servizi evoluti e un nuovo approccio. Una strategia che sposta l’attenzione dal livello federativo delle aziende che facevano capo a Softpeople a quello concentrato e unitario di Visiant che, tuttavia, lascia il decentramento decisionale necessario per essere pronti e vicini ai clienti di riferimento.
?Tutto quello che è accaduto in questi anni aveva bisogno di essere definito in qualche modo – dichiara Luciano Marini -. C’era la necessità di tracciare una linea di confine che delimitasse un prima da un dopo. Visiant non punta più solo alla reattività rispetto alle esigenze espresse dalle aziende, grande punto di forza della società da cui è nata. Il passo ulteriore e decisivo è quello di prevenire le richieste, anticiparle e suggerirle?.
Il nome Visiant, infatti, è frutto di una sintesi tra ?Vision? e ?Ante?, strana commistione di inglese e latino che sta per ?vedere prima?, anticipatore, si direbbe in italiano, delle evoluzioni presenti a livello di mercato e di tecnologia. Anche il pay-off, oggetto di un’importante campagna di comunicazione del nuovo brand, oeiT’s Future? mescola la sigla tipica dell’information technology (It) con la terza persona neutra dell’inglese come per affermare che dietro alla socità c’è il futuro. Si vorrebbe sottolineare così l’elevato valore aggiunto per le imprese che guardano avanti.
Visiant, oggi, si presenta con una struttura finanziaria, operativa e commerciale rafforzata e presenta la sua offerta basandosi su quattro poli di competenza: Enterprise, Outsourcing, Erp e Security. Il progetto di lavoro consolida le competenze di livello dei singoli poli e offre un servizio di consulenza e gestione dei processi che ha un impatto sull’organizzazione e sulla tecnologia. La nascita della divisione Consulting, trasversale ai diversi poli, svolge una funzione essenziale di supporto dando alle imprese/clienti un valore aggiunto determinante. L’offerta, completata da poli ad alta specializzazione, si caratterizza per le potenzialità in ambito tecnologico/ingegneristico da un lato, e dall’altro nella dimensione, oggi essenziale, del Web e della comunicazione aziendale.
oeun cambio di nome e di modello di business è sempre una scelta coraggiosa – afferma Giuseppe Longo, amministratore delegato di Visiant – .Nel nostro caso, è messo in atto in un periodo positivo della storia della società. Sarebbe stato più semplice decidere di restare fermi ad aspettare il cambiamento intorno, piuttosto che fare da catalizzatori dello stesso. Chi conosce da vicino la nostra realtà sa che questa scelta è perfettamente in linea con lo stile che ci ha portati in pochi anni a diventare interlocutori autorevoli di molte imprese di prima grandezza?.
Un elemento di continuità, però, lo troviamo nell’interesse a una politica di acquisizioni e partnership mirate, che ora si muoverà anche su terreni poco esplorati come i settori finance e Pubblica amministrazione. Il nuovo corso, Visiant dovrebbe aprire la strada all’acquisizione degli strumenti necessari per ottenere la quotazione in borsa, già messa in programma nei prossimi due o tre anni. Un percorso che prevede anche l’apertura e l’investimento nei mercati esteri.

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