Bea si affida a Magirus per attaccare il midmarket

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L’accordo di distribuzione fa del distributore tedesco il primo Vad europeo dello specialista di middleware

In attesa di capire quali risvolti organizzativi avrà l’acquisizione da parte di Oracle, Bea prosegue secondo il proprio piano strategico e annuncia l’intenzione di attaccare il mercato europeo delle medio-grandi aziende attraverso un nuovo programma di canale. Per dare sostanza a questo intento, lo specialista di middleware ha siglato un accordo di distribuzione con Magirus, che inizialmente avrà valenza in Italia, Regno Unito ed Europa Centrale, per poi estendersi nel corso dell’anno in altri paesi del Continente.

Il distributore tedesco diventa così il primo Value Added Distributor (Vad) europeo della casa americana. L’obiettivo comune è di portare le soluzioni infrastrutturali di Bea su un target di aziende comprese indicativamente fra i 500 e i 3.000 pc. “Nonostante la situazione congiunturale non semplice – commenta Marco Bucci, regional vice president sales di Bea per Italia, Medio Oriente e Africa – vediamo spazio di manovra proprio fra le medie aziende italiane, che ha una natura più flessibile rispetto al resto d’Europa e cambia con maggior frequenza i processi produttivi. Per questo, esiste una domanda di strumenti di razionalizzazione, ottimizzazione dei processi e creazione di architetture It flessibili, di tipo service-oriented”.

Per supportare questa strategia, Magirus ha deciso di creare una business unit specificatamente dedicata ai prodotti Bea. La struttura si occuperà inizialmente di individuare e supportare i partner che presentano le caratteristiche più adatte per portare le soluzioni Bea sulla fascia più alta del midmarket oppure quelli che mostrano un effettivo interesse a crescere e stanno evolvendo verso la fornitura di servizi completi. “Il nostro obiettivo – spiega Primo Bonacina, amministratore delegato di Magirus Italia – è di poter dedicare al vendor un numero di partner identificabile in qualche decina, coprendo il più possibile il territorio nazionale. L’apertura verso middleware e Soa rientra in una più ampia strategia di sviluppo che ci ha già portati a muoverci in settori come la virtualizzazione e l’open source, con tutto ciò che questo comporta in termini di ampliamento culturale e formazione del canale”.

L’annuncio dell’accordo arriva a breve distanza dall’ufficializzazione della notizia che Oracle acquisirà Bea. Nessuno, però, almeno a livello locale, si sbilancia in previsioni sull’impatto che questa operazione potrà avere sulla partnership appena descritta.

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