Apple sbaglia ancora nome

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Questa
volta infrange un marchio registrato da Citrix

Sembra che Apple si sia infilata in una spirale di guai. Dopo avere presentato il suo rivoluzionario telefonino, che ha deciso di chiamare iPhone senza considerare che il nome è di proprietà di Cisco Systems (che le ha prontamente fatto causa), ora pare che anche Citrix abbia da rivendicare la tutela di un marchio registrato.

Apple, infatti, ha in programma il lancio di un servizio denominato Visual Voicemail, che consente agli utenti del telefonino che si appoggia sulle infrastrutture di Cingular Wireless, l’operatore mobile controllato da At&T (che nel frattempo ha annunciato di avere in programma l’abbandono del nome Cingular dando anche alla sua divisione mobile il nome di At&T), di consultare la segreteria telefonica potendo scegliere quali messaggi ascoltare per primi svincolandoli così dall’obbligo di ascoltarli secondo la sequenza imposta dalla cronologia con la quale sono stati registrati. Si tratta però di un nome e di un servizio che paiono essere di proprietà di Citrix, che ne entrò in possesso quando acquisì la società Net6 nel 2004.

Nel frattempo alcuni analisti hanno calcolato che la possibilità di utilizzare sotto licenza di Cisco il nome iPhone potrebbe costare ad Apple qualcosa come 325 milioni di dollari l’anno.

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