Anche la Pa ha il suo marketplace open source

Software
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Il ministro Luigi Nicolais vara un portale che fungerà da osservatorio e
luogo di scambio di esperienze e applicazioni aperte per la pubblica
amministrazione

Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio Open Source del Cnipa le Pa centrali stanno adottando sempre più risorse open source: l’analisi sottolinea un incremento del 13%, passando dal 54% del 2005 al 67% del 2006 e un’aumento del numero di progetti all’interno delle Pa che utilizzavano già open source.

Non a caso, dunque, due commi della Finanziaria 2007 prevedono l’erogazione di 30 milioni di euro in tre anni a sostegno dei progetti per la Società dell’Informazione, con priorità a quelli che utilizzano e sviluppano applicazioni a codice sorgente aperto per la Pubblica Amministrazione, favorendo così la loro diffusione.
Le condizioni per accedere a queste risorse? Che i programmi risiedano su un ambiente di sviluppo cooperativo Web-based affinché siano visibili e soprattutto riusabili. E proprio per aprire il mercato dei servizi informatici connessi alle risorse opensource, riducendo tempi e costi di acquisizione dei programmi conformi, nasce il Portale dell’Osservatorio Open Source, presentato dal ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pa, Luigi Nicolais e il presidente del Cnipa Livio Zoffoli. L’obiettivo principale? Monitorare lo scenario applicativo, i sistemi adottati e le aziende che offrono servizi in questo settore, creando così una piazza telematica di scambio e una vetrina digitale di esperienze e soluzioni, con possibilità di modificarli per renderli più rispondenti alle esigenze specifiche, coinvolgendo privati e Pa, per una piena condivisione dei benefici e dei vantaggi.

Grazie al nuovo portale, si potranno ottimizzare i costi dello sviluppo del software all’interno della Pa e agevolare la condivisione e il riutilizzo delle soluzioni sviluppate per risolvere esigenze tipiche della stessa burocrazia pubblica. Le prospettive sul medio e sul lungo termine sono una più rilevante diffusione di formati e standard aperti per favorire una maggiore interoperabilità e cooperazione tra le applicazioni, definendo un modello d’uso che garantirà la sostenibilità economica, nell’ambito di un mercato aperto al quale partecipano Pa e imprese.

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