Accenture evidenza la stagnazione dei progetti Soa

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Varata, con Bea, un’iniziativa volta a colmare il fossato che, sul tema, esiste fra direzioni generali e Ict

In grande maggioranza, le promesse delle architetture orientate ai servizi (Soa) non si sono ancora concretizzate. La colpa risiede, in parte, nel fossato che esiste fra le direzioni generali delle aziende e le corrispettive direzioni informatiche. La tesi è stata sostenuta da Accenture, in occasione di un seminario che ha accompagnato l’apertura di “Accenture Innovation Center for Bea”, una struttura che si pone l’obiettivo di supportare le imprese a colmare questo fossato. Per evitare che le Soa vivano lo stesso destino effimero dell’hula hoop, occorre che questo processo sia avviato nei prossimi diciotto mesi, secondo la società di consulenza.

L’analisi si fonda su una visione dell’implementazione delle Soa divisa in quattro fasi. Per prima cosa, occorre scrivere le interfacce di aiuto Xml, poi esporre l’esistente sotto forma di Web services e in seguito connettere questi servizi con un Esb (Enterprise Service Bus), per finire ricorrendo a un linguaggio Bpel (Business Process Executuion Language) al fine di poter modificare il comportamento di un’applicazione senza entrare nel codice.

Secondo Accenture, molti progetti Soa sono fermi alla seconda fase, a causa di un ritorno ancora non ben definito e alle promesse non del tutto mantenute. Ma c’è chi pensa ceh questa sia una visione riduttiva, perché possono esistere Soa senza Xml, Web services ed Esb o perché basare un progetto Soa sistematicamente su quanto esistente non è necessariamente una buona idea.

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