Websense rinnova la suite di sicurezza contro i pericoli del web

Sicurezza
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L’analisi in tempo reale della reputazione dei siti al centro dei
miglioramenti

Se i pericoli vengono dalla navigazione su web, Web Security Suite 6.3.1, la nuova versione del software annunciata da Websense, centra il problema e lo fa aggiungendo un nuovo insieme di categorie di minacce da bloccare alle numerose già disponibili nel suo database . Gli utenti aziendali della soluzione Websense avranno accesso al sistema di Web Reputation sviluppato dai Websense Security Labs .
La nuova versione della Websense Security Suite protegge dai siti web che evidenziano un’elevata probabilità di ospitare futuri contenuti maligni . A differenza dei sistemi di controllo della reputazione degli indirizzi Ip dei siti basati sull’esame del semplice nome di dominio, il sistema di Web Reputation di Websense sfrutta la tecnologia proprietaria ThreatSeeker per adeguare in tempo reale il livello di affidabilità del sito.
Un sito web può infatti trasformarsi molto rapidamente in un sito violato dagli hacker anche se la sua reputazione storica è ottima. Websense effettua la scansione di oltre 10 milioni di indirizzi Ip al giorno, combinando le informazioni raccolte con quelle derivate dalla scansione quotidiana dei contenuti di circa 85 milioni di siti.

Ma un’altra minaccia per le aziende proviene dal loro interno. Websense ha comunicati risultati della sua tradizionale indagine tra gli esperti di sicurezza It riuniti per il convegno e-Crime. Il 64% degli oltre cento professionisti della sicurezza informatica provenienti da diversi paesi che hanno risposto al questionario, ritiene che se un furto di informazioni si verifica in azienda è perché il management non ha preso le necessarie precauzioni.

I dipendenti sono l’elemento chiave per la sicurezza. Ai dipendenti, gli intervistati attribuiscono un ruolo chiave per la tutela dell’integrità dei dati (84% del campione); seguono il dipartimento Ii (79%) e il Consiglio d’amministrazione (74%) A sorpresa, il 42% del campione considera la protezione dei dati sui clienti più importante di quella della proprietà intellettuale (31%). Se le aziende sono poco attive in investimenti nella sicurezza , le leggi possono dare una spinta: il 62% ritiene che normative come la Direttiva sulla Privacy dell’Unione Europea e la Sarbanes Oxley abbiano contribuito a convincere le aziende ad allocare più budget per la prevenzione della fuga di informazioni

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