Usa numero uno anche del malware

Sicurezza
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La Cina paese emergente. La Top Ten di Sophos

Spesso i paesi dell’Est europeo vengono indicati come le sedi di provenienza delle minacce alla sicurezza It. Ma la smentita arriva da un rapporto di Sophos: gli Stati Uniti ospitano oltre un terzo dei siti web contenenti il malware identificato nel corso del 2006 e inviano una quantità di spam superiore a quella di tutte le altra nazioni.
Ecco la Top Ten dei paesi che nel 2006 hanno ospitato siti web contenenti malware:
1. Stati Uniti 34,2%
2. Cina 31,0%
3. Federazione Russa 9,5%
4. Paesi Bassi 4,7%
5. Ucraina 3,2%
6. Francia 1,8%
7. Taiwan 1,7%
8. Germania 1,5%
9. Hong Kong 1,0%
10. Corea 0,9%.
L’Italia occupa l’11esimo posto (0.8%) insieme con Canada, Malesia e Turchia.

Prosegue indisturbato anche il predominio nello spamming degli Stati Uniti cherestano saldamente al comando della classifica dei principali produttori di email spazzatura . I paesi che nel 2006 hanno inviato la maggior quantità di spam sono i seguenti: Stati Uniti (22,0%), Cina e Hong Kong (15,9%), Corea (7,4%), Francia (5,4%).

La posta elettronica continuerà ad essere un importante vettore di diffusione del malware, ma il crescente utilizzo di soluzioni per la sicurezza del gateway di posta sta spingendo gli hacker ad optare per altri metodi di attacco. Internet rappresenta oggi la più facile via di accesso alle reti aziendali: un numero sempre maggiore di utenti non solo naviga senza controllo, ma scarica programmi e streaming audio/video, mettendo a rischio la sicurezza delle reti aziendali.
La maggior parte delle aziende non è preparata, secondo Sophos, per monitorare il comportamento dei propri utenti durante la navigazione web, né tanto meno per controllarlo.
Dalle statistiche stilate dai SophosLabs risulta che a gennaio 2006 circa la metà di tutte le email infette conteneva spyware, mentre nel 40% circa dei messaggi erano contenuti collegamenti a siti web ospitanti Trojan downloader. A dicembre 2006, la situazione si è ribaltata: i messaggi contenenti link a siti Internet infetti costituivano oltre il 50% di tutte le mail infette, mentre il 42% circa dei messaggi conteneva spyware. Secondo gli esperti di sicurezza informatica, questa tendenza è destinata a restare invariata nel 2007 e oltre.

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