Privacy e Rfid

Sicurezza
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Se l’antenna fa paura, basta tagliarla un po’. La soluzione proposta da Ibm

I consumatori non si fidano di quell’antennina che spunta dagli articoli etichettati con un tag Rfid? Chi teme per la propria privacy da oggi non dovrà più preoccuparsi, grazie ad una recentissima invenzione dei laboratori di Ibm che sta per entrare in produzione. Ce la spiega Gaetano Sodo, Ibm Global Business Services Supply Chain Management Leader.

oeun tag Rfid può dare molti benefici ai consumatori ? commenta Sodo ? ma allo stesso tempo può sollevare timori su possibili usi fraudolenti. La soluzione fino a ieri era la rimozione del tag dopo l’acquisto o la sua disattivazione. Ciò garantisce la privacy ma non permette al cliente di godere di quei benefici post vendita legati all’utilizzo dei dati contenuti nel tag. Ibm ha recentemente annunciato una sua invenzione che è un vero e proprio uovo di Colombo.

Si tratta di un tag da cui si può staccare parte dell’antenna in modo da renderlo leggibile solo per contatto con l’apparecchio di lettura. In questo modo il tag si può conservare per essere utilizzato nelle applicazioni post vendita ma si rende impossibile la sua lettura a distanza. Un altro punto importante è che è il cliente che decide, se vuole, di staccare parte dell’antenna e in questo modo si riappropria del controllo della privacy?. Il tag si chiama Rfid Clipped tag, è stato inventato presso il Watson Research Center Ibm di Hawthorne, New York, e sarà prodotto su licenza dalla canadese Marnlen Rfid.

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