Pmi e software illegale

Sicurezza
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Business Software Alliance ha presento i risultati di un’indagine di GfK su
un campione di 1.800 Pmi in cui si rileva la scarsa consapevolezza dei rischi
dovuti all’uso di software illegale in azienda

Le Pmi hanno una scarsa consapevolezza dei rischi dovuti all’uso di software illegale, pur riconoscendo l’essenzialità delle risorse informatiche ai fini del loro business. E’ quanto emerge da una ricerca, commissionata da Business Software Alliance (Bsa), realizzata da Gfk interpellando telefonicamente 1.800 piccole e medie aziende europee nei seguenti Paesi: Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Russia, Polonia e Ungheria, con una media di 200 interviste in ogni nazione. Sono state considerate Pmi le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 250 e i campioni sono stati estratti casualmente da database business di ogni Paese. I dati relativi a Europa, Europa Centrale e Orientale, escludono la Russia, considerata come un caso a parte ai fini del reporting.
Lo scopo della ricerca era di conoscere i livelli di consapevolezza e i comportamenti di queste aziende in merito all’uso di software illegale.

Poca consapevolezza e scarse conoscenze
I dati mostrano come l’87% degli intervistati non riconosce le vulnerabilità presenti nell’uso del software illegale (per esempio relativo ai virus). Sorprendente è il dato per cui meno della metà delle Pmi è sicura che il proprio software sia accompagnato da licenza. Infine, il 97% non considera un problema dover utilizzare vecchie versioni del software a causa dell’impossibilità di effettuare aggiornamenti.
A questo punto è bene ricordare che il software scaricato da fornitori non autorizzati e le copie prive di licenze costituiscono un fattore di alta vulnerabilità ed espongono le aziende a una serie di rischi. Preoccupa il dato che meno della metà degli intervistati si sia dichiarata certa di essere in regola con le licenze di tutto il software usato in azienda, fatto che indica l’impossibilità diffusa di conoscere il livello di rischio cui si è esposti.
Di fronte a un’ampia gamma di rischi aziendali legati all’It, la ?violazione dei copyright sul software? è stata considerata la voce meno importante, sebbene il software illegale renda le aziende più soggette ai rischi It, che esse stesse temono di più. Perdita di dati o di parti del sistema sono considerati i rischi più temuto, seguono Virus, Trojan horse e spyware?. Parliampo di fattori che conseguono, in molti casi, dell’impiego di software privo di licenza.
I rischi più citati dalle Pmi che usano software illegale sono quelli relativi ai ?procedimenti giudiziari? (23%) e alle ?sanzioni pecuniarie? (21%).
?Le Pmi hanno bisogno di riconoscere i rischi che corrono, compresi quelli di natura operativa e It – commenta Nicola Galtieri, portavoce di Bsa Italia. A questi bisogna aggiungere le conseguenze legali e finanziarie. Nel corso del 2006 le Pmi italiane scoperte a usare software illegale sono incorse in sanzioni del valore medio di circa 42 mila euro, ma la cifra più alta è stata di ben 1.200.000 euro. Il costo finanziario dell’essere scoperti nell’illegalità non è certo l’unico rischio che corrono le aziende?.

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