L’Rfid ha bisogno di specialisti

Sicurezza
0 0 Non ci sono commenti

Uno studio della Computing Technology Industry Association evidenzia come
l’adozione dell’Rfid potrebbe essere frenata dalla mancanza di skill.

In un periodo compreso tra febbraio e marzo di quest’anno, CompTia (Computing Technology Industry Association) ha condotto la terza edizione di una ricerca intitolata ?Lo stato dell’Rfid?. Prendendo un campione di 64 aziende, tra cui erano compresi anche rivenditori di tecnologie, Var e system integrator, gli analisti hanno raccolto alcuni dati significativi nel dettagliare lo scenario. La radio frequency identification (Rfid), per i due terzi degli intervistati sta diventando la tecnologia di riferimento nell’ambito della tracciabilità lungo tutta la supply chain, anche se per il 69% mancano le risorse necessariamente preparate a sfruttarne tutte le potenzialità.

I ricercatori hanno interpretato un miglioramento degli indici in quanto lo skill shortage nel 2006 era stato segnalato dal 75% degli intervistati e nel 2005 dall’80%. Secondo il portavoce di CompTia, lo sviluppo dell’Rfid non è minimamente caratterizzato da quel tasso di crescita che gli esperti avevano pronosticato: anzi lo sviluppo rimane modesto. Le risposte delle aziende a campione ha delineato quali sono le tre principali sfide dell’Rfid: per il 46% è l’acquisizione di nuovi clienti a cui offrire soluzioni Rfid, per il 44% è sviluppare attività di training e formazione dedicata e per il 43% superare le resistenze inziali all’utilizzo dell’Rfid.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore