L’Hpc mette in movimento l’industria high-tech

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L’High Performance Computing potrebbe essere la nuova fonte magica di
introiti per l’It? Questo sembra indicare uno studio Idc e differenti recenti
annunci di prodotto.

Una nuova fonte di fatturato si profila all’orizzonte per l’industria informatica. In effetti, Idc indica che il segmento dei server Hpc (High Performance Computing) sta conoscendo una crescita del 20% all’anno, fatto piuttosto inusuale, di questi tempi, per l’hardware. Secondo l’analista (che parla di un più 19,2% già nel 2007), l’ascesa si spiega con un ritorno dell’investimento più conveniente rispetto a mainframe e supercomputer, in parallelo all’aumento consistente delle prestazioni di questi server.

Se gli utenti mostrano un certo interesse, soprattutto per elaborare i dati per i loro strumenti decisionali, anche i produttori sembrano aver recepito l’opportunità. Potrebbero trarne vantaggio anche nomi finiti un po’ in disparte in questi anni, come Sgi, che ha da poco fatto ritorno sul mercato con il lancio di una gamma di blade server dedicati. L’offerta Altix Ice 8200 può contenere fino a 128 processori quad core su un medesimo rack per rilasciare, secondo quanto affermato dalla società, una potenza di 6 teraflops. Il sistema è disponibile con sistema operativo SuSe Linux Enterprise Server 10 e altri strumenti proprietari, per facilitare il calcolo ad alte prestazioni sotto Linux. Il tutto per un prezzo di partenza collocato sui 350mila dollari.

Per Hp e Microsoft, che hanno già un’offerta in questo settore, l’interesse pare piuttosto quello di sedurre nuovi clienti. Per questo, le due aziende hanno deciso di promuovere, in un medesimo pacchetto comune, i server Hpc di Hp e Windows Computing Cluster Server (Ccs) 2003. La coppia ha anche convinto Ansys a fare il porting dei propri software di supporto alla progettazione Ansys 11 e Flunet 6.3 su questa piattaforma.

Infine, Intel ha lanciato due tecnologie per supportare l’installazione di cluster. La prima, chiamata Intel Cluster Ready, fornisce specifiche di compatibilità software e hardware per poter rapidamente assemblare un cluster in funzione delle necessità e replicare un cluster già esistente. La seconda, Intel Connects Cable, punta a rimpiazzare i cavi in rame nelle porte I/O con materiali più leggeri, allo scopo di permettere scambi di dati più rapidi da un server all’altro.

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